BABY INFLUENCER: YOUTUBE E INSTAGRAM, I CANALI PIU’ SEGUITI DAI PICCOLI

(tratto da Conflitti numero 1/2020)

Pubblicità, nient’altro che pubblicità alla base del fenomeno legato ai piccoli e piccolissimi influencer. I video postati dai piccoli youtuber sono sponsorizzati e la pubblicità è la molla che li fa espandere e vivere.

Si tratta di bambini della cosiddetta “generazione alpha”, dove la connessione fa parte della normalità. Genitori connessi, wi-fi in casa a disposizione sempre, rete al posto della vecchia tele. Sono bambini e bambine che non guardano cartoni animati, preferiscono navigare su YouTube e sanno benissimo come inviare uno snap o iniziare a seguire su Instagram i loro influencer.

Ebbene si, come il mondo adulto anche quello infantile è invaso (è proprio il caso di dirlo) da pubblicità online, sarebbe meglio chiamarla influencer marketing,dove baby e kid influencer invitano ad acquistare il brand preferito.

Stiamo rimpiangendo Carosello? Bambini e bambine che indicavano agli adulti la caramella al miele, la dolce euchessina o la fantastica crema alle nocciole da spalmare?

Il sistema è il medesimo, anche allora venivano usati i bambini per far acquistare ai grandi, gli esperti lo chiamano “fattore assillo”, presente in tutta la pubblicità televisiva, dall’acquisto di abiti a quello di elettrodomestici, macchine o pastasciutta.

I bambini sono un elemento fondamentale per far leva sul genitore, i baby influencer hanno di diverso che sono direttamente coinvolti nel processo di proposta. Molto consapevoli di mettersi in mostra, desiderosi di entrare a far parte di quel gotha mediatico che attira e invischia.

Gli adulti non si fanno scrupoli, se il kid influencer fa vendere, dove sta il problema? Del resto i genitori firmano le liberatorie e non solo.

I piccoli stanno ore e ore imbambolati davanti al video schermo.

Allarmi inascoltati

Da parecchi anni si fanno dei sondaggi a livello mondiale per registrare l’utilizzo del mondo digitale ed appare sempre più inquietante il numero di bambini connessi e l’abbassamento dell’età, oltre al numero di ore utilizzate a stare davanti ad un video schermo. Il report del 2019 di Kids Digital media[1] report commissionato da SuperAwesome COPPA[2] evidenzia un netto calo sull’utilizzo del mezzo televisivo e un aumento repentino dei canali youtube su altri dispositivi.

Che fare dunque?

Innanzitutto conoscere, informarsi, guardare assieme ai bambini ciò che vedono e ricordare che c’è un età per adatta per ogni cosa, anche per “giocare”. Il fenomeno youtube non è innocuo, non va sottovalutato. Dobbiamo essere vigili e attenti, non consentire un uso smodato dei dispositivi, attivare maggiore consapevolezza e regolamentazione e poi favorire vita sociale attiva. I bambini hanno bisogno di movimento, di stare all’aria aperta, di stare con i loro pari non attraverso un video ma con il confronto diretto. Facciamo in modo che possano incontrarsi di persona e giocare per davvero e non guardando chi lo fa dentro uno smartphone.

 

[1]https://cdn2.hubspot.net/hubfs/5009836/PwC%202019/Kids%20Digital%20Media%20Report%202019%20.pdf?__hstc=135998062.3f7005719a4f9906d3ba80bec6be3f96.1561060985112.1561060985112.1561060985112.1&__hssc=135998062.1.1561060985113

[2] Il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) è una legge emanata dalla Federal Trade Commission (Commissione federale per il commercio, FTC) degli Stati Uniti allo scopo di garantire la tutela delle informazioni personali online dei minori sotto il controllo di genitori o tutori.