A ME PUOI DIRE TUTTO!!

Con questa frase molto spesso si mette a tacere l’ansia sperando che i figli ne tengano conto. Si vorrebbe conoscere tutto di loro, avere sotto controllo ogni minimo movimento, ogni istante della loro giornata. Sembra che avendoli costantemente monitorati possano essere più al sicuro.

Sarà proprio così?

C’è un tempo in cui è davvero necessario l’occhio vigile del genitore, penso alla prima infanzia quando i pericoli sono tanti per un cucciolo d’uomo: una rampa di scale, un fornello acceso, qualche utensile affilato, una strada…gli occhi sembrano no bastare mai. Anche da molto piccoli però, pi che ssere sempre loro addosso, si propone di mettere in sicurezza l’ambiente di modo che binbi e bimbe possano muoversi con una certa libertà.

Alla scuola primaria i fanciulli hanno bisogno di figure di riferimento certe, di persone di cui fidarsi ciecamente. A quell’età un buon dialogo consente davvero di far sentire i figli pi sicuri. Raccontano volentieri a mamma e papà quasi tutto e lo fanno se sanno di non essere giudicati o derisi,sgridati invece che ascoltati. E’ il tempo delle domande, dei grandi percè e l’adulto che sa accogliere e restituire con sincerità tenendo sempre conto dell’età del figlio, sa che instaura un rapporto che sarà utile per sempre.

Il tempo della scuola media e fino a tutte le superiori la formuna “puoi dirmi tutto” non può funzionare. Una cosa è garantire sempre l’appoggio, il sostegno, l’ascolto e la consegna di limiti e responsabilità; altro è voler controllare e conoscere ogni minima cosa della vita dell’adolecente. Non ci può stare.

L’adolescente ha bisogno di prendere le distanze, di seprarsi da i suoi genitori, di avere dei “segreti”.

I segreti dei figli mettono in agitazione i genitori, soprattutto le madri

E’ necessario riconoscere ai figli il bisogno di una vita “loro”, il genitore deve saperne stare fuori. Non troppe domande e soprattutto non domande indagatrici. Se si è lavorato bene negli anni precedenti, se il dialogo è stato costante e sincero, se i ragazzi non hanno paura di esprimere le loro emozioni, anche quelle più forti, allora il genitore può rilassarsi un poco e soprattutto accettare che i figli stanno crescendo.

Non si può pensare di mantenerli sempre allo stesso stadio, così come viene chiesto loro di essere responsabili a scuola, nei comportamenti, nelle piccole e grandi scelte, è necessario accettare che abbiano un loro mondo che esclude la generazione precedente.

Crescere è anche questo, per gli adolescenti ma anche per la loro famiglia.

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