A SCUOLA CON DECORO

Mi riferisco al richiamo fatto da una prof di Venezia a una allieva che portava un top pancia fuori.

Faccio una prima considerazione mettendomi nei panni della ragazza:

“tutte le influencer su youtube indossano il top, perché non io? Vuoi che passi per una sfigata? Devo vestirmi con una tuta da nonna?

Questo potrebbe pensare la fanciulla appartenente alla Z Generation, convinta del suo look, preoccupata di essere al passo coi tempi, di trovare il consenso dei suoi pari. Anche durante l’ora di ginnastica.

La seconda considerazione parte dal mondo adulto che, in ambito scolastico così come in quello familiare, ha un preciso compito educativo.

Ci sono due temi, il primo legato al corpo (mettersi in mostra come? Quando? Perché? Dove?); il secondo legato al dress-code.

Non è vero che faccia parte dei tempi andati, anche la Z Generazion ne ha uno che ovviamente è opposto a quello degli adulti. Credo sia importante imparare a rispettare il luogo dove ci si trova. A scuola non si va vestiti come se si andasse in spiaggia, si chiama decoro e in un tempo in cui questa sembra essere una parolaccia c’è sempre più boisogno di impararlo. A scuola non pantaloni che lasciano vedere la biancheria intima, non pancia fuori, non canottiere né per i maschi né per le femmine così come niente short o ciabatte. Per tutti.

Ed è qui che mi permetto di fare una terza considerazione.

Se, viste le motivazioni sopra espresse potrei essere d’accordo con la prof che ha chiesto di indossare un indumento consono al luogo in cui si trovavano, dissento totalmente sulla motivazione.

La ragazza non dovrebbe portare il top per non eccitare i maschi?

Inorridisco.

Non conosco la prof in questione e non mi trovavo in classe; pertanto, spero che la notizia riportata sulla stampa sia stata in qualche modo non del tutto corretta. Non posso pensare che oggi, 2021, un’educatrice, colei a cui è affidato il compito di condurre i ragazzi e le ragazze a costruire il loro modo di pensare in senso critico, la capacità di esprimere una propria idea originale, a diventare in poche parole se stessi, non posso pensare che abbia usato questa motivazione.

Significherebbe tornare indietro nel tempo, non affidare alle nuove generazioni – alle ragazze – la capacità di stare al mondo libere, padrone del proprio modo di esprimersi; ai ragazzi l’idea di essere assalitori assetati di sesso. Dietro questa motivazione ci sta un giudizio lapidario.

No prof, mi dica che non è andata così, mi dica che chi ha riportato la notizia ha proprio capito male!

In caso contrario, sarei venuta anche io a scuola con il top il giorno dopo!