ABBIAMO BISOGNO DI BELLEZZA

Le mie letture estive hanno previsto un libro che è uscito lo scorso anno per la penna di Vito Mancuso. Si intitola “La via della bellezza” ed è edito da Garzanti. Mancuso è un filosofo e prende spunto dai suoi studi e dalle tante letture che ha fatto per considerare l’importanza della bellezza nella nostra vita. E’ un tema che mi ha spesso interessato e affascinato, già Umberto Eco alcuni anni fa aveva pubblicato un bellissimo testo intitolato “Storia della bellezza”, si trattava di un saggio che esplorava soprattutto il mondo dell’arte. Anche lo psicoanalista Zoja aveva scritto anni addietro un testo sulla bellezza e sul bisogno di bellezza che ha ognuno di noi, in quel caso si riferiva soprattutto all’ambiente esterno, architettonico, civico. Trovare bellezza potrebbe anche impedire di distruggere, perché dove c’è il bello c’è maggiore rispetto delle cose. Forse dico io.

La bellezza come educazione, questo è il tema che mi piacerebbe affrontare e che venisse affrontato soprattutto a scuola o comunque in ambito educativo. I bambini e le bambine hanno bisogno di bellezza, per loro bello corrisponde a buono. Ci sono degli studi interessanti che dimostrano come ciò che per un bambino è considerato buono corrisponde all’essere bello, vediamo ad esempio i disegni animati o i personaggi delle fiabe. Certamente ci possono essere dei condizionamenti adulti dietro queste percezioni ma i bambini tendono a classificare buono ciò che è anche da loro percepito come bello.

La questione forte è: come educare alla bellezza?

Partendo da noi, dalla cura per le piccole cose, dalla gentilezza con cui porgiamo un oggetto, dalla cura per la nostra persona e per la nostra casa. I bambini imparano che la bellezza può essere coltivata, può essere generata da noi stessi.

Non esiste la bellezza per antonomasia, si cozza con i gusti personali, ma ci sono alcune bellezze che sono assolute ed universali, tutto ciò che riguarda la natura ad esempio. Cogliere la bellezza di un fiore, la perfezione di una foglia, la straordinarietà di un tramonto, la sinuosità di un albero che si piega al vento, lo stupore di un paesaggio imbiancato, il trillo di un uccellino, la tenerezza che deriva dall’accarezzare il mantello di un coniglietto o di un cagnolino, le fusa del gatto, la stella della sera, il sorgere del sole.

Sono solo alcuni piccoli e banali esempi che potrebbero darci alcune piste di lavoro per aiutare i nostri bambini e ragazzi a imparare la bellezza, coltivarla, riconoscerla. Poi ovviamente ci sono tutte le componenti culturali e ad ognuno il suo, c’è chi ama ascoltare la musica ed andare per musei, chi si sofferma a contemplare un palazzo o una cattedrale e chi una macchina sportiva o una grande nave da crociera. La bellezza ci perseguita se vogliamo essere perseguitati, aiutarci a riconoscerla e a farla conoscere potrebbe contribuire a generare nuova bellezza, ad educare al bello e ciò che è bello è più facile da rispettare.

Potrebbe essere un primo passo prima di considerare che non è bello ciò che piace ma ciò che ha dignità e deve essere rispettato. Chissà che con questi passaggi non si riesca a fare il passo successivo? Ogni persona è bella e per questo va assolutamente rispettata. Ci arriveremo mai?