ADOLESCENTI E VACCINO: UNA LEZIONE A NOI ADULTI

La campagna vaccini sta continuando e gli adolescenti, i grandi reclusi, i grandi dimenticati nel periodo pandemico stanno dando un segnale molto forte: abbiamo voglia di uscire, abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra vita.

Non appena aperte le prenotazioni non hanno esitato un attimo, si sono fiondati a fare il famigerato vaccino, non hanno avuto esitazioni, non si sono fatti mille paranoie.

Qualche adulto, giudicante e acido, ha subito commentato che era naturale che i più giovani volessero vaccinarsi, così si fanno tranquillamente i cavoli loro (evito la volgarità ascoltata).

Io leggo da un altro punto di vista la faccenda: abbiamo deprivato i giovani della possibilità di muoversi, di incontrarsi, di rendersi responsabili dando loro in mano, ad esempio, la scuola. Li abbiamo costretti a passare quasi due anni dietro ai videoschermi, arrabbiati se loro non si facevano vedere in faccia (ma…non eravamo noi a dire che l’immagine e la privacy vanno tutelate?)

Li abbiamo costretti a incontri on line anche con amici e compagni (ma non eravamo noi a dire che gli incontri in presenza sono quelli sani mentre quelli virtuali erano malati?)

Li abbiamo costretti a vite immobili, tolti tutti gli sport di contatto o meno.

Nel momento in cui si presenta l’opportunità di uscire dalle camere, dalle case, dagli schermi loro lo hanno fatto. A differenza di tanti (troppi) adulti hanno capito che solo raggiungendo un buon grado di immunità si puà pensare di tornare a uscire, a fare una vita “normale”.

Alla domanda : “perché hai deciso di vaccinarti?” non hanno avuto dubbi. Per essere immunizzato e dunque non ammalarmi. Per sconfiggere il Covid 19.

Molti (troppi) adulti non l’hanno capito, fanno mille storie per un tipo di vaccino o un altro, vanno dietro a fantomatici virologi che creano sospetti ufo sul vaccino e ipotizzano storie fantastiche su complotti internazionali.

I giovani, proprio perché più informati, hanno capito di cosa si sta parlando e non hanno esitato a vaccinarsi, anzi sono andati immediatamente.

A quegli adulti che, come la solito, continuano a lanciare strali sulla generazione Z o sui Millennial vorrei dire molto serenamente che sarebbe ora di imparare da loro.

Nessuna generalizzazione certo, ma la massa, ovvero la maggior parte dei ragazzi dai 16 ai 29 anni ha aderito con entusiasmo dando una lezione di civiltà, cittadinanza e rispetto di chi è più debole. La vaccinazione di massa serve si per tutelare se stessi dal virus cattivo ma serve anche a tutelare chi non può vaccinarsi per patologie gravi che impediscono l’assunzione di vaccini. Se la malattia viene debellata i più fragili possono uscire, possono fare una vita normale. Questo non vale solo per il covid 19 ovviamente.

I giovani lo hanno capito. Chapeau.