ADOLESCENTI : RISORSE DA SCOPRIRE

Adolescenti, quando ne sentiamo parlare nella maggior parte dei casi è perché sono coinvolti in qualcosa di brutto. Vanno ai concerti e si ubriacano o assumono sostanze, le baby gang non si contano più, sono annoiati e scambiano per scherzi delle attività malavitose, si divertono a prendere di mira i più deboli.

Le cronache ci riportano continuamente queste notizie, siamo spaventati di fronte a qualsiasi comportamento giovanile, stiamo indossando gli occhiali del sospetto e perdiamo spesso di vista l’importanza di una alfabetizzazione alle relazioni e alla gestione delle emozioni, l’importanza della motivazione a crescere e a dimostrare ciòc he sono e possono essere.

L’adolescente ha bisogno di sfide, il mondo scientifico ce lo sta dicendo ( ma non occorrevano i neuroscienziati per questo); ognuno di noi ricorda l’importanza di avere un obiettivo, un ostacolo da superare, una conquista da ottenere.

Forse manca questo alle nostre nuove generazioni, non devono conquistare più nulla o forse non sanno scegliere quale sfida accettare. Le sfide sono il sale della quotidianità per una ragazza e un ragazzo, ma per attivarle è necessario essere aiutati nella scelta che deve partire da dentro, dalla volontà di superare ostacoli e competere in modo sano.

La scuola ha una grossa responsabilità su questo ma anche la famiglia ce l’ha. Educare significa aiutare a tirar fuori le potenzialità che ci sono dentro, prima ancora però significa creare un ambiente e un contesto dove si possa capire che c’è qualcosa di utile e buono e interessante dentro.

Si parla di analfabetismo funzionale, adulti che ritengono che imparare, studiare, leggere, ascoltare musica siano cose di poco conto, meglio fare soldi subito senza badare troppo a costruire quel “dentro”. Questo analfabetismo conduce al vuoto interiore, alla impossibilità di comprendere empaticamente l’altro e se stessi, impedisce di desiderare di costruire un mondo migliore a partire dal proprio contributo, impedisce di vedere la bellezza e di coltivarla.

C’è una responsabilità condivisa a livello sociale, scolastico, politico. A farne le spese i più giovani, i più deboli, quelli che devono ancora essere formati.

Perché mi soffermo su queste considerazioni? Perché ho appena ascoltato un concerto della Gustav Mahler Jugendorchester, l’orchestra fatta nascere da Claudio Abbado a Vienna nel 1986/87. son i tournée in Italia ed è un piacere andarli a sentire. Da tre anni sono ospiti della mia Regione e non perdo l’occasione per ascoltarli.

Il più “anziano” dei musicisti è nato nel 1992 il più giovane nel 2001. Adolescenti o poco più, infervorati dalla musica e orgogliosi di poter dimostrare quello che sanno e possono fare. E’ un’eccezione ma sono proprio le eccezioni che dovrebbero illuminare il nostro fare. La musica non è solo il rapper scapestrato pieno di tatuaggi, un’icona della modernità che si porta dietro migliaia di fanatici pronti a imitarlo con gesti e parole spesso volgari. La musica accomuna e aiuta a costruire legami e significati. Anna Oliverio Ferraris da molti anni insiste affinché nelle scuole venga introdotta la lezione di musica, intendo la vera lezione di musica e non quell’oretta mal messa dove si fa finta di fare un po’ di solfeggio.

Sono molte le formazioni musicali (orchestre jazz, gruppi rock e folk, cori) che sono nati da contesti scolastici. Perché non fare diventare una sana abitudine scolastica l’insegnamento della musica come opportunità di esprimersi, di sviluppare una delle intelligenze che possediamo? Perché non favorire la conoscenza della musica a partire dal mondo classico che non è barboso e antico, come molti erroneamente pensano. Conoscere e imparare per apprezzare. Parlo della musica classica proprio perché sono fresca dell’esperienza della Jugendorchester, ma ho avuto occasione di scrivere e di parlare anche di altre formazioni come le Freevoices, coro stupendo sempre composta da adolescenti.

Tutte esperienze che nascono fuori dalla scuola e per pochi, per quelli che hanno una famiglia che ha dato loro strumenti per crescere e capire. Perché non farlo diventare patrimonio di tutti? Perché non impegnarsi a combattere quell’apatia e quel desiderio di dimostrare di essere qualcuno distruggendo? Anche la musica potrebbe essere d’aiuto.

Gli adolescenti hanno bisogno di spazi, di luoghi, di possibilità di esprimersi ma devono partire da un ambiente dove tutto ciò è considerato importante e buono e creativo e costruttivo. Dunque dovremmo rimboccarci le maniche a partire dall’educazione dei più piccoli. Meno tv, meno tablet e smartphone e più aggregazioni anche ad ascoltare e fare musica. Partiamo da musica in fasce???