AIUTIAMO BABBO NATALE A SCEGLIERE I GIOCHI GIUSTI

Giocare, lo abbiamo ripetuto moltissime volte è un’attività fondamentale per i bambini e non solo per quelli piccolissimi. Il gioco è la possibilità di imparare con il corpo, di vivere e rappresentare la quotidianità, di far emergere emozioni, anche e soprattutto quelle scomode.

Un bambino e una bambina giocando rappresentano la realtà, mettono in scena il loro mondo interiore, imparano a fare i conti con ciò che li circonda e con ciò che la loro mente immagina.

Il gioco è fantasia messa in pratica, è possibilità di inventare, di dare voce al pensiero magico.

Siamo sotto le feste e tutti quanti, chi più chi meno stanno vivendo quell’atmosfera particolare che contraddistingue  questo periodo dell’anno .

I bambini vivono una dimensione elettrizzante, attendono  Babbo Natale o San Nicola o Santa Lucia, attendono regali e dolcetti, danno vita a quelle emozioni che ogni persona adulta – se ha vissuto un’infanzia più o meno serena – recupera e spesso nostalgicamente ricorda.

E’ in questo periodo che la valanga di giocattoli inonda le stanze dei nostri figli.

Ce ne sono davvero troppi e la delusione dell’adulto si materializza nel momento in cui il bambino o il ragazzino prende in mano entusiasta il gioco e poi lo abbandona dopo pochissimo tempo.

Il motivo è presto detto e si concentra in una parola soltanto: TROPPI.

Troppi giochi, troppe cose e impossibilità di affezionarsi, di creare una relazione con gli oggetti. Il mito dell’usa e getta viene sposato dai bambini con una velocità sorprendente.

Il secondo motivo per cui i bambini non si appassionano più di tanto a ciò che ricevono è la staratura rispetto alla loro età.

Da pochi giorni ho partecipato ad una festa di compleanno di un cucciolotto di 24 mesi, inutile riferire la quantità di doni ricevuti, per la maggior parte giocattoli. Per curiosità ma anche spinta da quello spirito di osservazione che contraddistingue chi fa il mio mestiere, mi sono presa la briga, con tatto e cautela, di verificare le etichette che indicano l’età a cui proporre il gioco.

Ricordo che il bambino compiva due anni, non c’era nemmeno un gioco (e dico nemmeno uno!) adatto ai 24 mesi. Un tavolo interattivo portava l’etichetta 24+ tutto il resto era oltre, ma molto oltre i 36 mesi.

Macchine radiocomandate, un meccano(!), giochi in scatola cosiddetti interattivi, ma tutti rivolti a bambini almeno di scuola dell’infanzia.

Si può pensare che chi ha scelto i regali siano persone di una certa età o comunque non attente a queste cose, la scelta poteva essere fatta a partire da un proprio gusto senza riflettere su particolari come l’età del bimbo che riceve.

Purtroppo, ed è questo l’aspetto che mi ha lasciato più perplessa, tutti i regali provenivano da genitori che avevano i figli più o meno della stessa età del festeggiato.

Non finirò mai di ricordare ai genitori, agli educatori in genere che anticipare non fa bene ai bambini, hanno bisogno di scoprire, di far scatenare l’interesse e a questa età l’interesse parte dai sensi, dalla possibilità di esplorare, di assaggiare, di fare rumore.

Il festeggiato ha giocato moltissimo con un fiocchetto verde pisello che spiccava sulla carta rossa che avvolgeva il pacco più grande (il meccano). Ha beatamente ignorato il contenuto della scatola, non ha degnato di un solo sguardo quell’ingombrante cosa ma si è divertito un sacco a tirare e riavvolgere il nastro verde.

Molto più saggio degli adulti, vero? Lui sapeva di cosa aveva bisogno.

Perché scrivo questo a due giorni dal Natale? Ma per aiutare Babbo Natale, si intende.  Aiutiamo il gande vecchio a ricordare l’età dei bambini, aggiungiamo magari questo dato in calce alle letterine.

Caro Babbo Natale, ti ricordo che Elisa ha quattro anni, Giulio ha 7 anni, Anna ha 2 anni”…e così via.

Chissà che sotto l’albero non accada qualche magia???