ALCOOL: DROGA LEGALE

Più volte mi è capitato, durante le mie serate rivolte ai genitori ed educatori in genere, di sottolineare l’importanza di una corretta educazione per quel che concerne l’uso di alcolici. Anni fa ho collaborato con il SERT di Treviso nel progetto “Mammabeve, bimbobeve”. Allora si trattava di sensibilizzare le gestanti relativamente all’ingestione di alcolici durante la gravidanza e dopo aver partorito. Eravamo non solo poco ascoltati, eravamo decisamente evitati. L’alcool fa malissimo e la tolleranza in stato interessante come nei bambini dovrebbe essere zero. Dicevamo alla future o neomamme che l’alcool poteva causare patologie molto serie nei piccoli. In quegli anni avevamo sotto gli occhi alcune evidenze di fetopatia alcolica che davvero erano preoccupanti. Non so come si sia messi oggi a questo riguardo, di sicuro mi pare di capire che la tolleranza rispetto all’assunzione di alcolici da parte di adolescenti sia piuttosto alta.

I genitori sono generalmente portati a pensare che la birretta non faccia poi così male, che la sbornia del sabato sera è capitata a tutti. Questo stato di cose non aiuta a tenere lontani i minori dagli alcolici, basti pensare che durante le feste regolarmente ci scappa l’abuso. I pediatri dei pronto soccorso ci raccontano frequentemente le esagerazioni del sabato sera, esagerazioni che non riguardano i diciottenni, come forse accadeva un po’ di tempo fa, oggi si parla di abuso alcolico da parte di dodicenni, tredicenni.

Su questo tema è interessante leggere lo studio fatto dai medici del Pronto Soccorso dell’Irccs “Burlo Garofolo” e dell’ospedale di Cattinara di Trieste pubblicata dal Journal of Adolescent Health.

Il tema è l’eccesso alcolico dopo il lockdown. Riporto dal comunicato stampa:” Il dato più significativo è stato quello di un incremento percentuale, decisamente importante, dei ricoveri per “ubriachezza grave”, che in rapporto a tutti gli accessi in Pronto Soccorso di quella fascia di età sono passati dal 2% del 2019 all’11% del 2020, mostrando, quindi, un aumento significativo dell’impatto dell’intossicazione”.

Cosa è successo? Come leggere questo fenomeno già grave di per sé?

I medici che hanno condotto la ricerca pensano che la risposta degli adolescenti liberati dalla costrizione tra le mura domestiche, sia stata quella di lasciarsi andare agli eccessi. Purtroppo questo genere di eccessi non lascia indenni, molti hanno addirittura rischiato la vita e sono finiti in terapia intensiva.

L’adolescente è portato a trasgredire, a cercare lo sballo sia esso causato da alcool o da sostanze psicotrope, anche l’educazione può però fare la sua parte.

I comportamenti del mondo adulto non sono certo dei più virtuosi, soprattutto in alcune zone del Veneto, Friuli e zone montane. C’è ancora troppa superficialità e tolleranza rispetto a questi temi e soprattutto c’è ancora poca educazione al bere bene. Questo ovviamente rivolto al mondo dei grandi. Per i i più piccoli, per i minori di 18-20 anni ci dovrebbe essere una fermezza totale per quanto riguarda l’alcool. La strada penso sia molto in salita.