ALL’ANTICA NON E’ ALLA VECCHIA

Erano casette disegnate, con il comignolo e un filo di fumo che saliva a spirale dentro un azzurro senza sfumature… Le nuvole erano la nostra pelle… (P.Cappello)

Uso questi versi tratti da Pastelli del rimpianto poeta friulano Pierluigi Cappello per raccontare questo libro. Arriva l’estate e ci fa bene metterci in relax e cosa ci può essere di meglio che leggersi un buono romanzo o un libro che romanzo non è ma nemmeno saggio. E’ questa la particolarità del lavoro di Duccio Demetrio, un professore che ho conosciuto molti anni fa e che ho avuto la fortuna di avere come collaboratore nel nostro CPP e nella rivista Conflitti. La sensibilità di questo autore lo porta ad essere costantemente delicato e a creare traccia del vissuto proprio ed altrui. Questo libro mi è piaciuto molto, è diviso in capitoli ed ogni parte narra un po’ della storia dell’autore e un po’ della storia di altri. Vengono utilizzati molti stimoli per parlare di un mondo che non c’è più ma che potremmo rivalutare e riconsiderare. Il titolo “All’antica”(1) potrebbe trarre in inganno.

A prima vista uno potrebbe pensare che all’antica possa significare con la nostalgia di quello che non c’è più. Per Demetrio questo è vero solo in parte, perchè ci sono tante cose che appartengono al passato che possono essere riprese e fatte diventare valori e modi di essere.

C’è una sezione dedicata alla poesia per scoprirsi “all’antica” che apre il cuore a tante considerazioni, non da ultima l’importanza di saper dire con soffi leggeri cose di un tempo che rimangono quelle fondamentali. Troviamo le parole di chi ha saputo sussurrare al cuore: Mario Luzi, Alda Merini, Franco Arminio, Lalla Romano e altri. “L’antico, che attraverso la poesia trova le parole per spiegarci di che sia fatta la propria “sostanza” misteriosa, dà voce anche a quelle risonanze interiori alle quali troppo spesso non sappiamo dare un nome” (pag 268). Così Demetrio presenta questa sezione del libro.

A mio avviso in questo testo vi è la lucida considerazione di quanto la gentilezza, la pacatezza, il ritmo rallentato, la cortesia, il rispetto per le cose e le persone facciano la differenza. Bella la piccola pinacoteca, i dipinti ci fanno riscoprire posture, abiti, espressioni antiche ma non nostalgiche: “La disposizione migliore non potrà che essere quella di ammirarle come se fossero latrici di antiche verità e tali sono (pag.54). Come se…è proprio questa l’espressione guida di tutto il lavoro. Come se parte da un incipit generato al liceo quando il giovane studente Duccio ha posto la prima domanda a carattere filosofico al suo professore. Il libro è denso di “come se autobiografici che consentono di rivisitare il nostro passato, di rivisitare luoghi, periodi di vita, momenti di carattere emozionale i più disparati…” (pag28). All’antica non è essere antiquati, è riscoprire il senso dell’atteggiamento sensibile all’altro, la voglia di stare nelle relazioni con attenzione e disponibilità vera. Un libro da leggere e mettere in pratica, un libro che può diventare non solo riflessione ma azione. Che bello pensare di parlare ai nostri figli sempre con gentilezza, di usare modi affabili, di insegnare a stare dentro il rispetto rispettando, riscoprendo l’autorevolezza di pause, sospensioni, parole, gesti.

Buona lettura a tutti!

(1) Duccio Demetrio, ALL’ANTICA, Una maniera di esistere, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2021