ANCORA SUGLI SMARTPHONE

Non si smette mai di sensibilizzare genitori educatori e insegnanti sul complesso mondo delle nuove tecnologie. In questa realtà ormai mutata le nuove tecnologie fanno parte della nostra vita, non parliamo più di on line ma piuttosto di on life.

Proviamo a pensare a quante cose ognuno di noi fa in rete, dal lavoro allo studio al divertimento alle relazioni sociali.

C’è un nuovo modo di stare al mondo e questo nuovo modo non può più prescindere da smartphone, tablet e via discorrendo.

Demonizzare sarebbe sciocco, chi ancora oggi mi viene a dire “non ci capisco niente di computer, telefonini e tablet” riceve da me una risposta secca: “male, molto male”.

Un conto è essere adulti con la responsabilità solo verso se stessi, un adulto che non ha minori nei paraggi e per mestiere non ha nulla a che vedere con la relazione con bambini e ragazzi ,può permettersi di non sapere nulla di nuove tecnologie, sceglie di stare fuori dal mondo e nessuno ha qualcosa da dire.

Altro è un adulto che si trova ad avere un compito educativo, protettivo, di accompagnamento.

E’ doveroso che insegnanti genitori , nonni ed educatori conoscano questi supporti tecnologici, capiscano come e quando e per quanto tempo poterli far utilizzare, conoscano i rischi a cui possono affacciarsi bambini e bambine.

Non si tratta di vietare ma di sapere quando e come.

Uso spesso la metafora: dare in mano a un bambino uno smartphone è come dargli una macchina potente e lanciarlo sulla strada. A nessuno di noi verrebbe in mente una cosa del genere.

Li iperproteggiamo, esageriamo nella tutela e spesso ci sostituiamo a loro per le cose che invece sarebbero tranquillamente in grado da fare da soli, ma non sentiamo dall’orecchio che intercetta una necessità di regolamentazione su queste questioni.

Capire che fino ai 3 anni di vita bambini e bambine non dovrebbero avere accesso a questi dispositivi sembra essere troppo faticoso; non utilizzare smartphone e tablet come babysitter a basso costo sembra impossibile.

Non consegnare un telecomando in mano a un bambino o bambina quando la tele è connessa (e la maggior parte delle nostre televisioni sono connesse, You tube, Netflix e tanto altro si possono guardare dalla tv) almeno fino ai 7/8 anni di vita è importante.

Educare a un corretto utilizzo delle tecnologie al momento giusto tenendo conto delle tappe evolutive di un bambino e bambina è un imperativo a cui dobbiamo imparare a sottostare.

Ogni tanto mi butto giù soprattutto quando, come pochi giorni fa, ricevo un messaggio via whatsapp, alcune faccine, emoticons sorridenti poi un gattino. Non capendo come mai la persona che, adulta, mi ha mandato queste strane faccine, alla mia richiesta di spiegazione si è giustificata dicendo che era stata la nipotina a prenderle il cellulare e a inviare quelle cose. A seguire alcune faccine di compiacimento che tradotto nella lingua corrente potr4ebbe significare, vedi che brava, sa già fare.

Per la cronaca la bimba in questione ha un anno e due mesi.

Che dire? Non ho saputo fare commenti,