ANSIA E PAURE INFANTILI DA PANDEMIA NON SOLO IN ITALIA

La quotidianità mi porta a considerare alcuni effetti di questo tempo un po’ particolare, un tempo che vede i bambini e gli adolescenti, come ho più volte sottolineato, ad essere i più esposti alle fatiche di vivere una dimensione “strana”, per usare le loro parole. Le paure dei più piccoli si stanno facendo avanti, moltissime famiglie mi dicono che i loro bimbi hanno paura del buio, non vogliono andare nell’altra stanza da soli, hanno ripreso l’abitudine a fiondarsi nel lettone oppure somatizzano facendo la pipì a letto o trattenendo la pupù.

Gli adolescenti tendono invece a non voler uscire di casa, anche a buttarli fuori fanno fatica a riaprirsi al mondo, sembra che abbiamo trovato la loro comfort zone e non la vogliano mollare nemmeno per andare a scuola, in alcuni casi.

Sono diventati tutti patologici?

Lungi da noi pensarlo ma l’effetto di lockdown e paura di massa sta dando i suoi risultati.

Non siamo però i soli, anche la Germania sta registrando gli stessi fenomeni.

Proprio in questi giorni è uscito un comunicato ANSA che ci racconta il fenomeno d’oltralpe.

L’indagine svolta dalla Child Public Healt am Universitätsklinikum Hamburg-Eppendorf[1], ci dice qualcosa di più sui sintomi depressivi che alcuni ragazzi stanno esprimendo.

L’ indagine studio COPSY (Corona and Psyche)[2] condotto dai ricercatori dell’Ospedale Universitario di Hamburg-Eppendorf, uno dei pochi studi longitudinali del suo genere, sottolinea come la qualità della vita dei bambini e adolescenti risulta deteriorata, sono aumentate ansia e depressione, mal di testa e mali di pancia. La proibizione di fare sport e attività fisica ha aumentato in maniera esponenziale l’utilizzo di cellulari tablet e video schermi in genere, anche per quanto riguarda l’alimentazione i ragazzi mangiano di più e male, spesso vinti dalla noia prediligono il junk food.

I genitori si sono dichiarati stressantissimi soprattutto durante la DAD in contemporanea al loro smartworking.

Sono aumentate le insonnie e ansie da prestazione scolastica.

Questi risultati, ottenuti su di un campione di 1000 ragazzi e più di 1600 genitori (indagine effettuata da metà dicembre 2020 a metà gennaio 2021) hanno messo in luce elementi che possiamo ritrovare completamente anche da noi.

Non ci dobbiamo stupire se i nostri bambini hanno accusato tanti malesseri e mi viene da dire che siamo pienamente dentro, dunque non dobbiamo sottovalutare la cosa, dobbiamo cercare di favorire il più possibile una normalizzazione della loro vita, togliendo per quanto possibile i video schermi dalle loro giornate. Confidando nel bel tempo che non dovrebbe tardare ad arrivare, cerchiamo di farli uscire all’aria aperta, facciamoli incontrare compagni e compagne di classe, portiamoli al parco, facciamoli muovere, restituiamo per quanto possibile la loro infanzia.


[1] pm20210210_ergebnisse_2._befragung_copsy-studie (1).pdf http://Weitere informazioni: www.uke.de/copsy

[2] Ulrike Ravens-Sieberer Clinic and Polyclinic for Child and Adolescent Psychiatry, Psychotherapy and Psychosomatics University Hospital Hamburg-Eppendorf (UKE) Martinistraße 52 20246 Hamburg