BAMBINI ALL’APERTO, EVITARE I LUOGHI CHIUSI

Con vero sollievo stiamo sperimentando la possibilità di uscire all’aperto. Si sta studiando ogni modalità possibile affinché i più piccoli possano riprendere un minimo di socialità, rivedere i propri insegnanti ed educatori, i propri compagni e compagne. Consiglio la lettura dell’articolo “Riaprire i bambini” del mio collega Daniele Novara, che sprona affinché ciò accada ben prima del mese di settembre.

Il virus non è scomparso e questo ovviamente mette in allerta, ma è anche vero che i bambini, come abbiamo più volte sottolineato, si ammalano molto meno degli adulti e quando ciò accade i sintomi sono decisamente meno gravi. Naturalmente questo non significa che si possano allentare i dispositivi di sicurezza, ma stare un po’ più sereni si.

In altre parti d’Europa hanno già sperimentato la riapertura di servizi all’infanzia, con i primi di giugno anche qui da noi accadrà, è l’auspicio di molti.

Sarà importante poter tenere un comportamento adeguato per proteggere tutti: nel momento in cui ognuno fa la sua parte, i pericoli diminuiscono e si può vivere in sicurezza quello che la bella stagione sta portando; sole, aria, mare, alberi e natura. I bambini di questo hanno bisogno.

Tra le preoccupazioni sorte rimangono alcune che inquietano i genitori, la prima è data dal fatto che i bambini vengono considerati untori. Ma sarà proprio così?

Meglio spiegare un poco la questione, onde evitare inutili fraintendimenti.

I bambini, come abbiamo detto, si ammalano di meno ma non significa che non possano essere portatori sani o asintomatici del virus. I bambini come chiunque altro, nessuno di noi è escluso, a meno che non abbiamo fatto verifiche molto recenti (tampone). Perché i bambini sono potenzialmente più esposti al rischio di contagiare gli altri? Per il semplice motivo che non è molto facile far rispettare loro tutte le regole necessarie.

Faccio un esempio: ieri ero in negozio, entra una signora con il suo bambino (a occhio e croce meno di tre anni). Il bimbo ovviamente non portava la mascherina come è bene fare al di sotto dei quattro anni (sei anni per la regione Friuli Venezia Giulia), toccava qua e là ora una confezione di pelati, ora un barattolo di cipolline. Dopo un attimo si succhiava il dito. Tutti comportamenti assolutamente normali per l’età. Il problema però è: quei barattoli da chi sono stati toccati? Siamo certi che tutti gli acquirenti abbiamo portato i guanti o si siano igienizzati adeguatamente le mani? Ipotizziamo che il barattolo di pelati sia stato infetto, il bambino ha toccato, portato le mani alla bocca ed ecco che può partire un ipotetico contagio. Nessuno ne ha colpa e il bimbo, ignaro, diventa trasmettitore virale.

Arriva a casa, corre ad abbracciare il papà, la nonna, il fratello e può passare il virus.

E’ questo il punto: non è semplice, anzi direi quasi impossibile, essere certi che non accadano di queste cose. Altrettanto non è pensabile vietare al bambino di abbracciare i congiunti, guai!

Dunque i bambini non sono untori, sono semplicemente bambini e nel loro essere tali hanno comportamenti che potenzialmente potrebbero essere maggiormente esponenziali per altre persone.

Saputo questo, sarà importante mettere noi in sicurezza i bambini in maniera da consentire loro di vivere il più possibile in pienezza la loro età e la loro voglia di vivere all’aperto, giocare, fare le cose che devono fare.

Indicazioni pratiche?

  • evitiamo di portare i bambini in luoghi chiusi come supermercati, banche, uffici postali, chiese  o negozi in genere, non siamo sicuri di poterli tutelare a sufficienza
  • evitiamo i luoghi con assembramenti anche all’aperto
  • evitiamo di far accarezzare animali che non siano gli animali domestici conviventi
  • insegniamo loro a lavarsi bene le manine prima di ogni pasto e ogni volta che si rientra a casa dalla passeggiata
  • facciamo attenzione a non farli bere da bicchieri o barattoli  in cui ha bevuto qualche altro bambino (o persona in genere)
  • anche con amici e parenti non conviventi cerchiamo di far rispettare la distanza di sicurezza che, lo ricordiamo, per i bimbi è di un metro e mezzo, meglio due metri

I bambini non sono untori, i bambini hanno diritto a fare i bambini, a vivere tra bambini, a godersi la loro età. Vediamo di essere adulti consapevoli e responsabili. Per loro, per noi , per tutti.