BIMBI CHE FATICANO A SORPRENDERSI

Domenica mattina, una bella passeggiata in montagna accompagnati da una guida alpina. Partecipanti di varia estrazione: adulti, giovani coppie, un paio di bambini sui 7-8 anni, qualche bimbetto più piccolo.

Il paesaggio era incantevole e il sentiero si snodava tra faggi e abeti, a pendenza lieve quindi tutti erano in grado di assaporare ogni cosa senza eccessiva fatica.

La guida spiegava i toponimi che caratterizzano il luogo, raccontava qualche aneddoto riguardante animali o piante poi, rendendosi conto che i più piccoli si stavano un po’ annoiando aveva iniziato a interagire direttamente con loro. Aveva chiesto se conoscevano il nome di un determinato albero, i più piccolini lo guardavano attendendo una risposta mentre i due più grandicelli a tutta risposta avevano fatto spallucce. La guida li aveva un po’ incalzati facendo vedere il frutto in via di maturazione ma zero interesse. Senza perdersi d’animo aveva raccolto un filo d’erba e li aveva sfidati a farlo suonare tenendolo tra le dita, zero risposta. La stessa cosa l’aveva fatta con una fogliolina d’acacia. I piccini ci provavano imitando l’adulto mentre gli altri due niente. Sguardo spento, stavano lì come assenti. Ad un certo punto uno stagno, sulla riva stava prendendo il sole un bellissimo esemplare di natrix nera dal collare giallo. La guida aveva indicato la biscia invitando a muoverci con cautela evitando i rumori. Tutte le persone si erano raccolte attorno al piccolo specchio d’acqua, trattenevano il fiato. La natrix sentendosi osservata si era lasciata scivolare nell’acqua e con il capino appena fuori nuotava con eleganza e sinuosità. Alcuni si erano lasciati sfuggire una piccola esclamazione ammirata. I piccolini stavano accucciati con gli occhioni sgranati, i due un po’ più grandi continuavano a guardare il vuoto con la loro aria di sufficienza. La guida aveva chiesto:

“Avete visto quanto è bella? E’ raro poterla osservare, oggi siamo stati molto fortunati”.

A tutta risposta i due avevano fatto spallucce e sbuffato. Un adulto, immagino il padre aveva dato un buffetto sulla spalla a uno dei due, come a richiamarlo, ma il bimbo lo aveva scansato visibilmente scocciato.

La passeggiata era terminata presso una radura dove si trova una casa antica ertradizionale. Era previsto un momento di musica e la degustazione di prodotti locali. Appena arrivati a destinazione i due bambini si erano precipitati dal loro accompagnatore e lo avevano incalzato fino a che lui aveva concesso loro lo smartphone, dopodiché si erano “parcheggiati” su di una panchina ed erano entrati nel loro mondo parallelo. Sembravano rinati, rianimati, attivi.

E’ trascorsa una settimana e non riesco ancora a togliermi dalla testa quella passività, quello sguardo perso nel nulla. Due bambini completamente avulsi dalla realtà circostante, disinteressati totalmente da quello che di solito attira molto l’infanzia. L’essersi animati davanti al videoschermo è una realtà amara da accettare. E’ evidente che il loro mondo sta là dentro e la frequentazione di quel mondo deve essere abituale e massiccia,

Voglio però pensare che abbiano avuto una giornata storta per motivi loro e che il grande disinteresse sia stato casuale. Voglio pensarla così altrimenti, se viene a mancare lo stupore a 7-8 anni siamo davvero messi male.