CAROLA, IL CORAGGIO DELLE DONNE

Solitamente scrivo articoli rivolti a genitori o insegnanti, è il mondo dell’educazione che fa da sfondo a tutte le mie riflessioni. Oggi mi sento chiamata dal mio senso civico a dire qualcosa su quanto accaduto.

Una donna, Carola, è comandante di una nave. Appartiene a quella schiera di persone (e per fortuna ce ne sono anche se non la maggioranza ovviamente) che ritiene fondamentale agire e fare invece che solo parlare. Fa parte di una organizzazione non governativa, la Sea Watch, aiuta le persone a non morire in mare.

Comandante della nave ha raccolto a bordo migranti che scappano dalla loro terra, sono disperati (anche chi lascia il proprio paese perché non trova lavoro è un disperato, anche chi deve scappare perché viene perseguitato per le proprie idee politiche religiose o per orientamento sessuale è un disperato)e cercano di trovare una terra che li accolga.

Per Carola e l’equipaggio della nave sono persone che si trovano in pericolo, hanno bisogno di aiuto. Vengono accolte a bordo e trasportate via da luoghi per loro impossibili, cercano un lido, una vita, una dignità. Chiedono di attraccare sulle coste di qualche paese europeo, orecchie da mercanti. Nessuno dà la propria autorizzazione, così la nave rimane in rada al largo della costa italiana.

La costa italiana è quella più vicina e il caldo terribile degli ultimi giorni non aiuta e non favorisce.

Ci sono 40 persone a rischio vita, la comandante manda appelli, continua a chiedere di poter attraccare o di poter andare in qualche altro porto, ma NIENTE.

Decide, quando ormai le persone erano davvero a livelli insostenibili di sopportazione, di attraccare lo stesso nel porto più vicino. Lampedusa.

Viola la legge italiana, va contro le navi della guardia costiera che tentano di fermarla.

Carola è obiettore di coscienza, fa prevalere la sua umanità, fa prevalere il suo coraggio di donna che pensa prima di tutto che la vita viene sopra tutto. Si dà la precedenza alla possibilità di salvare persone, vite umane. La legge viene dopo.

La risposta delle autorità è l’arresto, rischia fino a dieci anni di galera.

Io rispetto profondamente la scelta di questa donna coraggio, la legge va rispettata ma la vita vale più di ogni altra legge.

La mia voce non conta nulla, ma posso solo dire che come donna sono orgogliosa della scelta di questa donna; la sostengo fino in fondo e penso che la disobbedienza civile  debba rimanere un valore fondamentale.

Carola ha obiettato contro leggi inaudite che ritengono le vite umane scarti da poter gettare in mare, da lasciare in pasto ai pesci.

Sto con Carola e la ringrazio perché spero che molti, come quelle persone che la hanno accolta con un applauso a Lampedusa, possano ritenere importante la sua scelta. Sapeva che avrebbe pagato duramente ma nonostante questo ha messo davanti la vita.

Dovremmo essere in molti a far sentire la nostra voce, le leggi se non sono fatte per l’uomo dovrebbero essere cambiate.

Alla faccia degli sceriffi che pensano di poter gestire le vite degli altri.