CONFLITTI NUMERO 1 2020

BABY INFLUENCER: YOUTUBE E INSTAGRAM, I CANALI PIU’ SEGUITI DAI PICCOLI

Paola Cosolo Marangon

 

Pubblicità, nient’altro che pubblicità alla base del fenomeno legato ai piccoli e piccolissimi influencer. I video postati dai piccoli youtuber sono sponsorizzati e la pubblicità è la molla che li fa espandere e vivere.

Si tratta di bambini della cosiddetta “generazione alpha”, dove la connessione fa parte della normalità. Genitori connessi, wi-fi in casa a disposizione sempre, rete al posto della vecchia tele. Sono bambini e bambine che non guardano cartoni animati, preferiscono navigare su YouTube e sanno benissimo come inviare uno snap o iniziare a seguire su Instagram i loro influencer.

Ebbene si, come il mondo adulto anche quello infantile è invaso (è proprio il caso di dirlo) da pubblicità online, sarebbe meglio chiamarla influencer marketing,dove baby e kid influencer invitano ad acquistare il brand preferito.

Stiamo rimpiangendo Carosello? Bambini e bambine che indicavano agli adulti la caramella al miele, la dolce euchessina o la fantastica crema alle nocciole da spalmare?

Il sistema è il medesimo, anche allora venivano usati i bambini per far acquistare ai grandi, gli esperti lo chiamano “fattore assillo”, presente in tutta la pubblicità televisiva, dall’acquisto di abiti a quello di elettrodomestici, macchine o pastasciutta.

 I bambini sono un elemento fondamentale per far leva sul genitore, i baby influencer hanno di diverso che sono direttamente coinvolti nel processo di proposta. Molto consapevoli di mettersi in mostra, desiderosi di entrare a far parte di quel gotha mediatico che attira e invischia.

Gli adulti non si fanno scrupoli, se il kid influencer fa vendere, dove sta il problema? Del resto i genitori firmano le liberatorie e non solo.

I piccoli stanno ore e ore imbambolati davanti al video schermo.

Vediamo di conoscere qualcuno di questi fenomeni, magari quelli più amati su Instagram[1]:

 

Piccoli Attori Crescono. Peccato che non sanno di essere attori.

 

Le gemelle Clements, Ava Marie e Leah Rose, 9 anni, contano già 1,2 milioni di follower  (la madre le ha trasformate in piccole dive all’età di 7 anni);

Coco Pink Princess ha 9 anni e 687 mila follower, si dice innamorata della moda dall’età di due anni. Anche qui è stata la mamma a postare le foto della bambina e siccome avevano ricevuto moltissimi like ha aperto un profilo per lei. Coco oggi posa per le migliori case di moda (anche italiane!)

In Italia abbiamo Gaia De Leonardis (@gaiaburuburu). E’ una bambina di Roma nata nel giugno del 2016 . A postare le sue foto è la mamma. Ad oggi conta 29,400 follower e la sua agenzia è la Peter Pan Roma.

 

Il canale che vanta maggiori iscritti è Ryan Toys Review[2]. Si tratta di un bambino di otto anni che vive con la sua famiglia in California e posta ogni giorno video della sua vita. A settembre 2019 vantava 21,6 milioni di follower e i suoi post alla stessa data erano visti da 32, 10 milioni di persone, si suppone bambini e bambine. Ha vinto dei premi per questa sua attività, i Kids’ Choice Awards for Favorite Social Star. Recensisce giocattoli ed è entrato Guinness World Records “Kids” come “canale più visto per i millennials.

Un altro canale seguitissimo dai bambini e dalle bambine è Emily Tube [3], una bimba con le codine che sorride e posta video a raffica dove gioca con le varie bambole e affini invitando ovviamente ad acquistare. Al momento i suoi vantano 3.473.490.157 visualizzazioni. È stata selezionata dalla Disney per sponsorizzare un viaggio ispirato alle principesse.

Ma abbiamo anche degli youtuber molto più casalinghi dove le bambine in modo particolare postano video fatti in casa come la piccola Sophie, una bimbetta di otto anni che posta video fatti da sé e “aggiustati” da sua mamma, come dice nella sua presentazione. Seguitissima, ha al suo attivo parecchie migliaia di visualizzazioni, il suo canale è “Diario di Sophie”[4]. Come lei se ne trovano molte altre, del resto per iscriversi a YouTube e iniziare a pubblicare contenuti è sufficiente avere un account Google, che può essere aperto facilmente e senza particolari controlli sulla propria identità. Questa formula, molto libera, ha determinato il successo di YouTube: in pochi minuti chiunque può essere sulla piattaforma e può iniziare a caricare i propri video.

I canali per bambini hanno ottenuto grandi risultati, anche perché spesso i loro contenuti molto semplici superano le barriere linguistiche, diventando rapidamente fenomeni mondiali.

 

Allarmi inascoltati

Da parecchi anni si fanno dei sondaggi a livello mondiale per registrare l’utilizzo del mondo digitale ed appare sempre più inquietante il numero di bambini connessi e l’abbassamento dell’età, oltre al numero di ore utilizzate a stare davanti ad un video schermo. Il report del 2019 di Kids Digital media[5] report commissionato da SuperAwesome COPPA[6] evidenzia un netto calo sull’utilizzo del mezzo televisivo e un aumento repentino dei canali youtube su altri dispositivi. (Fig.1)

 

[1] https://www.ninjamarketing.it/2019/04/05/baby-influencer-privacy-minori/

[2] https://www.youtube.com/watch?v=VObZz6LquuY

[3] https://www.youtube.com/channel/UC-0D1RlSzcvBoODCKSoLl2g , #emilytube

[4]https://www.youtube.com/channel/UCXfTZIdLWnCZEA6tjgzZjiA/about?disable_polymer=1

[5]https://cdn2.hubspot.net/hubfs/5009836/PwC%202019/Kids%20Digital%20Media%20Report%202019%20.pdf?__hstc=135998062.3f7005719a4f9906d3ba80bec6be3f96.1561060985112.1561060985112.1561060985112.1&__hssc=135998062.1.1561060985113

[6] Il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) è una legge emanata dalla Federal Trade Commission (Commissione federale per il commercio, FTC) degli Stati Uniti allo scopo di garantire la tutela delle informazioni personali online dei minori sotto il controllo di genitori o tutori.