CONFLITTI NUMERO DUE ANNO 2019

Da Conflitti numero 2 anno 2019 pagg 52-57

CIRCONCISIONE NEI BAMBINI, UNA MUTILAZIONE SPESSO PASSATA SOTTO TRACCIA

Paola Cosolo Marangon

 

La Danimarca sta raccogliendo firme per vietare la circoncisione. Dopo la legge sul burqa si passa alla richiesta di legiferare contro la circoncisione. Nessun commento da parte dei capi religiosi. Le motivazioni sembrano stare dentro una logica anti migranti dunque di profilo razzista e xenofobo[1]

L’Associazione medica danese ha chiesto che la pratica sia ritenuta illegale sotto i 18 anni.

L’Islanda è un altro paese che vuole bandire la circoncisione. E’ stato depositato un Disegno di legge in questo senso e voluto a maggioranza. C’è una pena detentiva di sei anni per chiunque sia riconosciuto colpevole di “rimozione di organi sessuali in toto o in parte”. Si descrive la circoncisione come una “violazione” dei diritti. [2] In realtà i capi religiosi si sono espressi in maniera nettamente contraria e la proposta di legge rimane in un cassetto, al momento[3]

La Svezia già nel 2012 ha chiesto che venisse fermata la circoncisione sostenendo che l’operazione “è dolorosa e irreversibile e può avere effetti indesiderati” ed attivandosi per “prendere tutte le misure efficaci appropriate per abolire le pratiche tradizionali che possono pregiudicare la salute dei bambini”[4]. Ad oggi nulla è stato fatto.

Germania. Il tribunale di Colonia nel 2012 ha stabilito che la circoncisione dei bambini per qualsiasi motivo che non sia strettamente medico è “una ferita inferta volontariamente”, ossia è una pratica violenta e deve essere considerata illegale. Una sentenza storica per il diritto tedesco.[5] L’Ordine dei medici aveva dunque vietato tale pratica ma dopo le proteste di musulmani ed ebrei la pratica è stata nuovamente consentita ma solo se praticata da un medico che ha l’obbligo di mettere a conoscenza dei genitori le reali conseguenze che potrebbe comportare. Angela Merkel si è espressa contro l’ordine dei medici sostenendo l’importanza di garantire ad ebrei e musulmani la loro pratica religiosa[6]

La questione è molto controversa, da un lato la necessità di preservare l’integrità fisica dei bambini e di impedire azioni irreversibili ad un età in cui non è possibile per loro decidere, dall’altra la questione religiosa che è fondante per molte comunità.

 

ITALIA

 

Già la legge 101 del 1989, che ha approvato l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, ha riconosciuto la conformità della pratica circoncisoria ebraica ai principi del nostro ordinamento giuridico. Un’apertura che il Comitato nazionale di bioetica ritiene debba essere estesa, per analogia, anche alle altre confessioni religiose che praticano la circoncisione. Dal punto di vista giuridico la circoncisione rituale maschile in Italia è ammessa, mentre quella femminile è vietata da una legge specifica, la 7/2006, che ne punisce i responsabili con la reclusione da 4 a 12 anni.

Il legislatore ha tirato una linea tra due atti concettualmente affini, ma di diversa gravità. La mutilazione femminile viene definita grave mentre quella maschile lieve.

Si tratta di pratiche religiose che sono irrinunciabili, a detta dei fedeli. Parliamo del mondo ebraico ed islamico in particolare.

La circoncisione rituale dei neonati ebrei può essere eseguita non solo da medici, ma anche da altre persone, in genere ministri di culto, competenti e responsabili della corretta effettuazione, con rispetto scrupoloso dell’igiene e dell’asepsi, che garantiscano personalmente la continuità dell’assistenza.

Alcune regioni, come la Toscana, il Lazio, il Piemonte e il Friuli-Venezia Giulia hanno previsto la possibilità di eseguire l’intervento tramite il Servizio Sanitario Nazionale con un ticket abbastanza sostenibile.

Nel 2016 è partita una convenzione con alcuni medici, con una spesa che si attesta attorno ai 400 euro in regime di attività libero professionale come prestazione extra Lea (Livelli essenziali assistenziali) grazie a un progetto “clinico culturale” che vede tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia. Il progetto ha coinvolto nel primo anno i residenti nel Lazio – dove risiedono tra gli 80mila e i 120mila musulmani e nascono ogni anno tra i 600 e gli 800 bambini – e poi potrà essere esteso alle altre regioni.[7]

 

DA DOVE NASCE QUESTA PRATICA?

 

La prima rappresentazione figurata si trova sulla parete di una tomba a Saqqara, nel Basso Egitto, risalente al 2.300 a.C. La più antica citazione scritta risale a qualche centinaio di anni dopo, quando un anonimo autore si vanta di aver sopportato il dolore durante una circoncisione di massa. Nel Libro dei Morti, il passaggio relativo al dio sole Ra che si taglia pare si riferisca a una circoncisione. Le fonti non spiegano però la ragione di questa pratica, che forse riguardava solo i sacerdoti. La circoncisione fa il suo debutto culturale nel libro della Genesi, in cui Abramo è circonciso per volere del Signore per ingravidare la moglie Sara, ma il suo scopo nella religione giudaica è rituale e non medico. L’atto instaura un potente legame tra gli ebrei e il loro Dio.

La circoncisione ebraica è interpretata come segno del patto tra Dio e il popolo ebraico tanto da essere considerata da alcuni rabbini come il principale comandamento dato da Dio agli ebrei. Non è pertanto un rito di iniziazione paragonabile al battesimo cristiano, in quanto l’essere ebreo non dipende dalla circoncisione, ma dall’essere nato da madre ebrea.

Individuare le origini di tali rituali appare impresa ardua, considerando che esistono documenti storici che ne fanno immaginare la pratica già dal 5000-6000 a.C.

In Egitto la circoncisione sia maschile che femminile è documentabile fin dal III millennio a.C. ed il fatto che la Bibbia ricordi che originariamente venisse praticata con coltelli rituali di selce rende probabile l’ipotesi che risalga fino all’età della pietra.[8]

Sebbene uno dei quattro vangeli riferisca che anche Gesù era circonciso, le prime comunità cristiane decisero di ammettere anche i non circoncisi, mentre l’Impero romano abolì la pratica.

Il rifiuto della Chiesa cattolica di ammettere il “rito” della circoncisione fece sì che divenisse una prerogativa delle culture ebrea e musulmana; questo fino alla metà del ’700, quando la masturbazione cominciò a essere considerata un problema medico, causa scatenante di squilibrio e di malattie, oltre a essere peccato. I medici trovarono subito la soluzione: la rimozione del prepuzio.

Nel 1891 il presidente del Royal College of Surgeons of Great Britain pubblicò un trattato intitolato La circoncisione come misura preventiva contro la masturbazione.

Ancora nel 1930, negli Stati Uniti la circoncisione era la “cura” per la masturbazione.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il sistema sanitario nazionale britannico smise di sovvenzionare l’operazione perché i benefici per la salute non erano dimostrati.

Nel 2012 l’associazione di categoria, la American Academy of Pediatrics, per la prima volta nella storia approva pubblicamente la circoncisione alludendo ai suoi benefici pratici e snocciola le linee guida e i consigli per provvedere alla pratica dei piccoli. A suggellare la decisione dei medici, arriva anche l’appoggio dell’associazione dei ginecologi e ostetrici statunitensi, la seconda categoria coinvolta, da anni, nella discussione sui pro e contro dell’operazione in giovane età [9] Tuttavia nello stesso anno un tribunale tedesco aveva stabilito che la circoncisione di giovani maschi causa gravi lesioni personali.

Il Consiglio di Europa ha chiaramente espresso attenzione per l’integrità fisica dei bambini e degli adolescenti, la circoncisione è annoverata tra questi. Non attiva però un divieto alla sua pratica ma solo l’indicazione agli stati membri di salvaguardare l’integrità dei più piccoli.[10]

LE PROBLEMATICHE

La questione è senza dubbio spinosa e sorge un dubbio: questo tipo di pratiche può considerarsi traumatico? La questione dell’integrità è una questione importante e parlando di diritti dei minori è quanto mai saliente. Cosa succede ad un individuo che ha subito una pratica violenta su di sé? Che tipo di ripercussione può avere? C’è una correlazione tra violenza subita e violenza agita?

La nota psicologa Alice Miller riporta nel suo “L’infanzia rimossa” un brano di Desmond Morris[11] in cui viene sottolineata la crudeltà delle mutilazioni genitali: “Nella maggior parte dei casi la violenza è prodotta mediante la mutilazione sia del maschio che della femmina. Queste sorprendenti forme di mutilazione sono più antiche della stessa civiltà. È verosimile che esistessero già nell’età della pietra. Benché nel caso della circoncisione ci si trovi con tutta evidenza dinanzi a lesioni intenzionali che gli adulti infliggono ai bambini, si è sempre preteso di farlo animati dalle migliori intenzioni.”(…) Una delle più antiche motivazioni della circoncisione maschile — l’eliminazione del prepuzio — era che garantiva l’immortalità sotto forma di sopravvivenza dopo la morte. Questa curiosa convinzione si basava sulla osservazione che il serpente si libera della pelle e riappare poi come ‘rinato’ nelle sue nuove, smaglianti scaglie. Se il serpente sperimenta una rinascita liberandosi della pelle, può farlo anche l’uomo. Il pene è il serpente, e il prepuzio è la pelle.” Ancora Alice Miller, ne “La persecuzione del bambino”[12] cerca con ansia di mettere in guardia gli educatori dagli effetti della pedagogia nera della religione. La circoncisione, a detta sua è una pratica di pedagogia nera e non potrà che avere ripercussioni sulla vita futura dell’individuo.

Alcuni studi fatti in ambito anglosassone[13] hanno rilevato che la pratica della circoncisione causa un vero e proprio trauma. Viene riportato che viene spesso eseguita su neonati senza anestetico o con anestetico locale che è inefficace a ridurre sostanzialmente il dolore (Lander et al., 1997)[14]. È importante considerare anche gli effetti del dolore post-operatorio nei neonati circoncisi (indipendentemente dal fatto che venga utilizzata l’anestesia), che è descritto come “grave” e “persistente” (Howard et al., 1994)[15].

Alcuni psicologi si sono detti profondamente preoccupati dalle linee guida basate su una dichiarazione politica del 2012 fortemente criticata dall’American Academy of Pediatrics. La dichiarazione del 2012 è stata condannata da un folto gruppo di medici, organizzazioni mediche ed esperti di etica da paesi europei, scandinavi e del Commonwealth come “culturalmente di parte” e “diversi da [le conclusioni] raggiunti dai medici in altre parti del mondo occidentale, tra cui Europa, Canada e Australia “[16].

Sebbene alcuni credano che i bambini “non ricorderanno” il dolore, ora sappiamo che il corpo “ricorda” come dimostrato da studi che ci dicono che i bambini circoncisi sono più sensibili al dolore più tardi nella vita (Taddio et al., 1997)[17]. Le ricerche condotte utilizzando gli animali neonatali come strumento per studiare gli effetti del dolore sullo sviluppo psicologico dei bambini hanno trovato distinti modelli comportamentali caratterizzati da aumento dell’ansia, alterazione della sensibilità al dolore, iperattività e problemi di attenzione (Anand & Scalzo, 2000)[18].

La circoncisione nell’infanzia e nell’adolescenza sembra avere conseguenze psicologiche negative significative. A seguito di un evento traumatico, molti bambini sperimentano ansia, depressione e rabbia; e molti altri cercano di evitare e reprimere questi sentimenti dolorosi (Gil, 2006)[19]. Inoltre, i bambini spesso sperimentano una debilitante perdita di controllo che influisce negativamente sulla loro capacità di regolare le emozioni e di dare un senso all’esperienza traumatica (Van der Kolk, 2005)[20]. In uno studio sugli adulti circoncisi durante l’infanzia, Hammond (1999)[21] ha scoperto che molti uomini concettualizzavano la loro esperienza di circoncisione come un atto di violenza, mutilazione o violenza sessuale.

 

CONCLUSIONI

 

La faccenda è ben complicata, da un lato la forte commistione con il dato religioso, la religione impone talvolta dei rituali – e questo è un eclatante esempio – che non tiene conto dell’integrità dei bambini. La domanda principale è proprio questa, come si fa a conciliare il diritto dell’individuo, sancito dalla carta dei diritti dell’uomo ad avere un corpo integro e a non subire violazioni, e rispettare anche il diritto derivante dalla pratica religiosa’

Il conflitto è aperto ed è importante.

Quanto un bambino e una bambina hanno diritto a non essere sottoposti a queste pratiche?

Molti studi, come dimostrato, sottolineano che la pratica violenta della circoncisione causa trauma nei bambini, è più importante la questione cultica del benessere psicofisico?

E poi, cosa accade veramente a livello di riproposizione della violenza subita? Gli studi sulla vita prenatale e neonatale ci dicono chiaramente che un agito violento subito nelle primissime fasi della nostra vita ha ripercussioni certe sul nostro futuro. Ogni violenza subita viene nella maggior parte dei casi restituita, vediamo quello che accade con la pedofilia o con le punizioni corporali.

Può la circoncisione creare una condizione tale per cui perpetrare violenza diventa più facile?

“Qualsiasi pratica sanitaria attuata sul bambino, in modo particolare se invasiva, può avere delle conseguenze traumatizzanti sul suo sviluppo esistenziale”[22].

Come si sviluppa questo trauma? Può diventare logica violenta?

Credo che la strada sia tutta in salita, un dibattito che sarebbe utile accendere e attivare, per poter stare dalla parte dei bambini, sempre.

 

 

BOX

LA CIRCONCISIONE EBRAICA

La nascita di un figlio maschio è seguita dal rito di Brit Milah (circoncisione). Il rito risale ai tempi di Abramo, al quale, come segno della sua alleanza con Dio, fu ordinato di circoncidere se stesso e i suoi figli Ismaele e Isacco.

Dato che Isacco aveva otto giorni di vita al momento della sua circoncisione, oggi il Brit milah viene pratico ai bambini che hanno raggiunto l’ottavo giorno di età. La cerimonia può essere rimandata per ragione di salute.
Anche se, in teoria, l’obbligo di circoncidere il figlio cade sul padre, in pratica, la circoncisione è eseguita da un esperto chiamato Mohel. Un onore speciale circonda il Sandek, cioè colui che tiene il bambino tra le braccia durante il rito. Questo onore è solitamente attribuito ai nonni, agli ospiti illustri o al rabbino. Durante la cerimonia, il bambino è fatto sedere su una sedie speciale, chiamata “seggio di Elia”, simbolica rappresentazione del profeta Elia che, secondo la tradizione, visita ogni celebrazione del Brit milah. Il rito si conclude con questa benedizione: “come questo bambino è ora entrato a fare parte del Brit milah, possa meritare di accedere allo studio della Torah, di entrare nel baldacchino nuziale e di compiere opere buone!”. La circoncisione è di fatto l’unico comandamento della Bibbia che viene chiamato Brit cioè “alleanza”. Nella storia ebraica, esso è diventato uno dei simboli distintivi del rapporto tra il popolo ebraico e l’unico Dio.[23] Fonte:

 

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CIRCONCISIONE MASCHILE NELL’ISLAM

Nell’islam manca il concetto di “patto” o “alleanza”. Prevale, dunque, ma non è esclusivo, il senso più antico della circoncisione. Questa oscillazione dottrinale si riflette sulla fissazione dell’età in cui essa viene effettuata, che varia a seconda delle fonti. Se si prende come punto di riferimento la pratica di Abramo, egli circoncise Isacco a sette giorni e Ismaele a tredici anni. Se, invece, si prende come base giuridica una sunna profetica, Muhammad circoncise i due nipoti, Hasan e Husayn, all’età di sette anni. Ma ci sono anche dottrine in base alle quali la circoncisione può essere effettuata dopo quaranta giorni dalla nascita o all’età di dieci anni.

Il neonato musulmano maschio, nato vivo e vitale, deve essere circonciso. La pratica della circoncisione (khitan), consistente nella escissione del prepuzio, sembra apparentemente confliggere con un altro principio islamico, vale a dire il principio della sacralità del corpo umano. Infatti, qualsiasi danno fisico, che va dal caso estremo dell’omicidio fino alle ferite anche lievi, arrecato ad una persona, è sanzionato dalla legge penale. Solo i necessari interventi medici sul corpo umano sono considerati leciti. Tuttavia, la circoncisione non viene considerata una menomazione fisica, ed è pertanto lecita.

Obbligatorietà della circoncisione

L’obbligatorietà della circoncisione non ha base coranica, ma è giustificata dalla sunna profetica. Questa pratica è generalmente ritenuta “obbligatoria”, mentre alcuni giuristi la ritengono “altamente meritoria”. Il dovere di circoncidere i maschi viene meno quando un bambino nasce già circonciso, oppure è troppo debole, o ancora quando un uomo anziano si converte all’islam e lo impedisca la sua cagionevole salute. [24]

 

[1]https://www.repubblica.it/esteri/2018/06/11/news/danimarca_anti_migranti_dopo_il_burqa_ora_si_vuole_proibire_anche_la_circoncisione-198713748/

[2] https://www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2018/02/03/news/l-isola-infelice-176706/

[3] http://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/leggi-europa-circoncisione

[4] http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnSalute/2013/10/01/Sanita/Salute-circoncisione-in-Svezia-chiesto-il-divieto_110100.php

[5] https://www.globalist.it/news/2016/05/08/in-germania-la-circoncisione-religiosa-e-ora-illegale-26817.html

[6] http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=45255

[7] https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-11-23/circoncisione-ospedali-pubblici-400-euro–214958.shtml?uuid=AD6tZm0B&refresh_ce=1

[8] Le mutilazioni genitali rituali: dimensioni etiche e medico legali di un fenomeno sociale in DIFESA SOCIALE – vol. LXXXV, n. 3-4 (2006), pp. 39-52

[9] https://www.webmd.com/parenting/baby/news/20120827/new-policy-supports-choice-male-circumcision#1

[10] https://www.minori.gov.it/it/minori/diritto-dei-bambini-a-una-piena-integrita-fisica; Resolution 1952 (2013) Children’s right to physical integrity,

[11] Alice Miller, L’infanzia rimossa, 1986 pag 218-220

[12] Alice Miller, La persecuzione del bambino, Bollati Boringhieri, Torino,1989.

[13] http://it.psy.co/il-danno-psicologico-della-circoncisione.html

[14] Comparison of Ring Block, Dorsal Penile Nerve Block, and Topical Anesthesia for Neonatal CircumcisionA Randomized Controlled Trial Janice Lander, PhD; Barbara Brady-Fryer, MN; James B. Metcalfe, MD, FRCSC; et al Shemin Nazarali, MPharm; Sarah Muttitt, MD, FRCPC  JAMA. 1997;278(24):2157-2162. doi:10.1001/jama.1997.03550240047032

[15] Howard, CR, Howard, FM e Weitzman, ML (1994). Analgesia acetaminofene nella circoncisione neonatale: l’effetto sul dolore. Pediatria, 93, 641-646.

[16] Frisch, M., Aigrain, Y., Barauskas, V., Bjarnason, R., Boddy, SA, Czauderna, P., de Gier, RP, de Jong, TP, Fasching, G., Fetter, W., Gahr , M., Graugaard, C., Greisen, G., Gunnarsdottir, A., Hartmann, W., Havranek, P., Hitchcock, R., Huddart. S., Janson, S., Jaszczak, P., Kupferschmid, C., Lahdes-Vasama, T., Lindahl, H., MacDonald, N., Markestad, T., Märtson, M., Nordhov, SM, Pälve , H., Petersons, A., Quinn, F., Qvist, N., Rosmundsson, T., Saxen, H., Söder, O., Stehr, M., von Loewenich, VC, Wallander, J., Wijnen , R. (2013). Pregiudizio culturale nella relazione tecnica del 2012 dell’AAP e dichiarazione sulla politica sulla circoncisione maschile. Pediatria, 131, 796-800.

[17] Taddio A., Katz, J., Ilersich, AL, Koren, G. (1997). Effetto della circoncisione neonatale sulla risposta al dolore durante la successiva vaccinazione di routine. Lancet, 349, 599-603.

[18] Anand, KJ e Scalzo, FM (2000). Le esperienze neonatali avverse possono alterare lo sviluppo del cervello e il successivo comportamento? Biol Neonate, 77, 69-82.

[19] Gil, E. (2006). Aiutare i bambini abusati e traumatizzati. New York: Guilford Press.

[20] Van der Kolk, BA (2005). Disordine traumatico dello sviluppo: verso una diagnosi razionale per bambini con storie traumatiche complesse. Annali psichiatrici, 35, 401-408.

[21] Hammond, T. (1999). Un sondaggio preliminare di uomini circoncisi nell’infanzia o nell’infanzia. BJU International, 83 , Suppl. 1, 85-92.

[22] Gino soldera, Mamme e papà, Città Nuova, Roma, 2014, pag 188

[23] http://www.comunitaebraicabologna.it/it/cultura/ciclo-della-vita/835-la-circoncisione-brit-milah Per conoscere l’ebraismo di Daniel Taub

[24] Agostino Cilardo, “Il minore nel diritto islamico. Il nuovo istituto della kafala”, in La tutela dei minori di cultura islamica nell’area mediterranea. Aspetti sociali, giuridici e medici, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2011, pp. 226-231.