CONFLITTI TERZO NUMERO 2021

E’ uscito il terzo numero tutto dedicato alla pedagogia.

A seguire la mia recensione al bel libro della Prof Milena Santerini, la trovate a pagina 62 della rivista

Milena Santerini

LA MENTE OSTILE

Forme dell’odio contemporaneo

Raffaello Cortina, Milano, 2021

“La teoria razzista è falsa (ma attraente nella sua semplicità) non perché gli uomini sono tutti uguali, ma perché sono tutti diversi”. (pag 21)

Mentre sto scrivendo la recensione di questo libro mi giunge la voce dello speaker che, alla radio, scandisce il numero di morti a Gaza. Mi si chiude la bocca dello stomaco, 200 vittime tra i Palestinesi, 10 vittime tra gli Israeliani. “Non è giusto”, mi dico, non può essere, eppure continua, come ci si sente ad ascoltare queste notizie? Viene immediata la tentazione di schierarsi. Con chi? Con i Palestinesi? Con gli Israeliano?  Leggere il libro di milena Santerini mi ha aiutato a capire molte cose, non da ultima ad accettare la difficoltà provata nel definire il mio sentire. Sono antisionista? Oppure sconfino nell’antisemitismo anche senza volerlo? Si sta poco scivolare da una parte all’altra, soprattutto se ci si lascia prendere da falsi entusiasmi che non consentono di “distinguere tra la critica politica e l’antisemitismo come forma di razzismo” (pag 174).

E’ importante questo libro di Milena Santerini, è necessario, è quasi doveroso leggerlo per conoscere molte cose di noi prima di spostare l’attenzione sugli altri. L’autrice – nota docente di pedagogia interculturale alla Cattolica di Milano, Vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e Coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo – ci aiuta ad entrare dentro le spire dell’odio.

Attraverso una documentazione precisa e molto rigorosa, Santerini ci fa entrare dentro il nostro cervello, ci aiuta ad esplorare i meccanismi del cosiddetto “pregiudizio naturale”, ci fa conoscere scoperte neuro scientifiche che ci consentono di toccare con mano quanto la cultura, i contesti di allevamento ed educativi, il sentire collettivo abbiano generato ciò che siamo. Spesso, purtroppo, razzisti inconsapevoli.

Le emozioni fanno da padrone ei neuroni specchio aiutano i processi. L’educazione alla differenza fa danni – questo ci dice l’autrice – basti pensare a quanto i più piccoli “imparano dai grandi a trasformare le differenze etniche in razze” (pag 19).

Si parla dunque di razze, di “noi” e “loro” di quanto il falso tema della diversità di razza generi razzismo.

Ma non si trova solo questo, un largo spazio viene dedicato all’odio più recente, quello veicolato da internet e dai social, gli esempi sono raccolti dall’attualità, si parla di no vax e di modalità denigratorie verso terzi dai politici alle persone famose, dagli ex fidanzati e fidanzate alle persone “diverse” o ritenute tali.

La rete veicola in tempo reale le emozioni ostili che viaggiano a velocità inaudite senza dare tregua.

Ho trovato di estremo interesse la lettura dell’odio collettivo, gli esempi sono purtroppo moltissimi e spalmati su tutto il Pianeta. Non c’è stata solo la Shoah – a cui viene dedicata un vasto capitolo – i meccanismi dell’odio collettivo sono subdoli e passano attraverso un’educazione o una rieducazione consapevolmente attivata.

Si parla di neorazzismi, di xenofobia popolare e di odio contro gli immigrati.

Alla fine si vorrebbe davvero prendere le distanze da tutto quanto viene raccontato, dall’odio sessuale contro le donne, gli omosessuali, le donne velate. Si vorrebbero prendere le distanze ma, molto amaramente e molto onestamente si è costretti ad ammettere che spesso si cade in forme di intolleranza se non di vero e proprio razzismo travestiti da “altro”.

Non basta la consapevolezza, anche se è già qualcosa, ci vuole un passo in più. L’autrice sottolinea la strada percorsa anche dalla politica, dal mondo religioso , in primis l’azione di Papa Francesco, la promulgazione di leggi a tutela di… ma non è ancora abbastanza. Serve che la scuola agisca maggiormente, serve imparare a parlare con le giuste parole, serve un cambiamento più deciso ed un’educazione più consapevole.

Si potrebbe partire proprio da qui per accelerare quel processo indispensabile che ci aiuti ad avere una mente non più ostile ma accogliente ed aperta.

Paola Cosolo Marangon