DISORIENTATI O RAMMOLLITI? LA TERRA NON ASPETTA NOI

L’estate lascia spesso a desiderare per quel che concerne il look o la decenza. Stiamo pian piano rasentando ogni limite e non parlo ovviamente solo di abbigliamento o comportamenti.

La stampa sta dando un risalto nauseante a tutte le fesserie che il nostro ministro degli interni fa e dice, è quasi una gara a chi raccoglie più cretinate, più foto che esibiscono sconcerie, frasi sconnesse per non dire deliranti. E’ certamente lecito chiedersi se tutti gli Italiani si sentano rappresentati da certi figuri, ovviamente la risposta è retorica, quelli che non li hanno votati no, non si sentono rappresentati, ma la pigrizia e il lasciar correre sembra vincere su tutto.

Non c’è più un vero interesse a far andare avanti la baracca, il concetto di cittadinanza si sposa semplicemente con quello di “io che me ne sto per i fatti miei, degli altri me ne frego”.

Mi sta davvero facendo riflettere una serie di questioni che sono inevitabilmente educative.

Tralasciando la sciatteria del nostro ministro degli interni, il suo non essere capace di un minimo di riflessione, di pensiero sul fatto che dovrebbe in qualche modo essere d’esempio ai più giovani e non solo; penso al tema CLIMA.

Da un po’ di giorni ci stanno mostrando il fenomeno Groenlandia, il ghiaccio che si scioglie, fiumi di acqua, tonnellate di acqua che si riversano nei mari. La terra si sta trasformando e i vari fenomeni degni di cataclismi toccano solo gli sfortunati che ci si trovano dentro.

Per gli altri, è un dolore a metà perché non mi appartiene.

Vado a fare la spesa, trovo nella grande distribuzione pomodori che vengono dall’Olanda (ovviamente o in aereo o su ruota), minimo che posso fare non li acquisto, potrebbe essere un segnale, imparare a gestire la quotidianità con alcune consapevolezze.

Trovo i kiwi dell’Australia (siamo ad agosto i kiwi si mangiano a novembre); trovo le pere dall’Argentina( ancora un mese e sono pronte le nostre).

E la gente acquista senza nemmeno guardare le etichette.

E’ vero che la questione climatica dovrebbe essere gestita su scala ampia, con scelte dettate dai governi, le grandi industrie, i grandi emissori di CO2 ma anche noi dovremmo fare la nostra parte.

Magari cominciando a comperare alimenti che non hanno bisogno di attraversare il pianeta per giungere fino a noi, magari pensando di fare una buona raccolta differenziata in modo serio, iniziando ad acquistare meno plastica, pensando a chi verrà dopo di noi (i nostri figli, i nostri nipoti).Magari cercando di fare piccole azioni per spingere i politici ad occuparsi realmente del bene comune, della nostra gente, della nostra terra.

Meno baruffe, meno esibizioni, meno parolacce, meno egocentrismi spinti all’eccesso e un pizzico di coscienza.

Forse non è a tutti chiaro che la situazione è grave, non dobbiamo essere rassegnati e nemmeno rammolliti, dovremmo imparare da quell’esile movimento che il mondo adulto sta cercando di frenare e di zittire, da quel fenomeno certamente mediatico che ha spinto su Greta ma che ha avuto la capacità di infervorare un pugno di ragazzi e  ragazze. Non sarebbe interessante provare a fare REALMENTE la nostra parte?