DOPO LA CULLA QUALE LETTO PER UN BIMBO?

Un bimbo piccolo dorme serenamente nella sua culla o nella carrozzina. quando sono così piccoli facciamo tanta attenzione all’avvolgimento attorno al piccolo corpo del bambino. Ci hanno detto che dobbiamo riprodurre al meglio il calore e la sensazione dell’utero, il bambino è stato per tanto tempo dentro uno spazio limitato e avvolto dal liquido caldo dunque a nessuno verrebbe in mente di far dormire un neonato in uno spazio vasto. Il passaggio dalla culla al lettino è solitamente un momento in cui il bambino, la bambina, si trova a suo agio perché lo spazio necessario è maggiore e dunque c’è più possibilità di movimento. Si esce dall’angoscia della morte bianca, dalla possibilità che un bimbo si soffochi con un rigurgito, dunque il passaggio al lettino con le classiche bandine per impedire la caduta è solitamente ben accettato. Si usa mettere dei paracolpi imbottiti per proteggere il sonno e prevenire eventuali bernoccoli.

Capita, ed è abbastanza frequente, che vi sia traffico notturno, che il bimbo o la bimba si sveglino e chiedano di andare nel lettone, allora i genitori iniziano a porsi la domanda: sarà bene avere un lettino così piccolo?

Non sarebbe preferibile un letto più grande in modo da poter fare compagnia al piccolo?

Capita che si passi direttamente dal lettino piccolo (che solitamente potrebbe servire fino al quarto anno) al letto ad una piazza…e mezza.

Non mi ero mai resa conto di quante coppie inseguissero questo ragionamento: passiamo dal lettino al lettone così se il bimbo si sveglia possiamo transitare nell’altra stanza.

Sembra un’ ottima idea per ovviare al tuffo nel lettone.

E’ un ragionamento che spesso non fa una piega salvo l’impossibilità del bambino o della bambina di abituarsi a dormire da solo/a nel proprio letto.

Io sono contraria alla piazza e mezza in tenera età.

Anche lo spazio ha il suo peso. Trovarsi in un letto molto grande a quattro cinque anni dà l’idea dello spaesamento, si sente più freddo in inverno, ci si senti spiazzati. C’è poi un significato simbolico che non va mai sottovalutato.

Il bambino la bambina hanno uno spazio loro dove va da sè che devono dormire da soli. Nella piazza e mezza c’è posto per un altro/a, dunque è un grande controsenso chiedere a un figlio di abituarsi a dormire da solo quando tutto porta a pensare che ci sia l’attesa del genitore che tanto ci sta nel mega letto.

Ai genitori che hanno acquistato un letto grande grande dicendo che per comodità spesso transitano nella stanza del figlio consiglio di riflettere.

Succede che chiediamo ai bambini di seguirci in richieste impossibili da comprendere. Poniamo un bimbo di quattro anni, tende ad andare nel lettone ma noi sappiamo che per la sua autonomia imparare a gestire la frustrazione della notte, addormentarsi nel suo letto, imparare a stare al buio con l’aiuto di una lucina fioca sono apprendimenti importanti che servono a tante cose anche di giorno. Si costruisce ad esempio la possibilità di affrontare i piccoli e grandi ostacoli che la quotidianità porta. Si inizia a costruire un po’ di autostima: sono capace di stare, so stare al mio posto, il mio posto è nel mio lettino mentre il posto di mamma e papà è nel loro lettone.

Questi primi confini insegnano a stare al mondo.

Ora, se la richiesta è questa va da sè che non possiamo dare un messaggio completamente contraddittorio: stai nel tuo letto ma lo spazio eventualmente per mamma o papà c’è.

Il bimbo non lo capirebbe e andrebbe a coltivare il desiderio di stare con il suo genitore, col cavolo che riuscirà a dormire da solo.

La domanda che pongo spesso è: per chi acquistate il letto grande? Per il bimbo o per voi?

La risposta è quasi sempre: per far piacere al bimbo, qualcuno si confessa e dice che effettivamente anche per l’adulto è gratificante dormire con il cuccioletto addosso.

Nella maggior parte dei casi il genitore è dispiaciuto per il figlio, gli dispiace che il bimbo abbia voglia di stare con lui/lei e teme il “trauma” che potrebbe derivare della negazione, e dunque meglio spianare la strada.

Io ricordo che la frustrazione spesso serve, sono con Franco Fornari quando sosteneva che la frustrazione evolutiva è fondamentale per crescere.

Nessuno vuole imporre frustrazioni inutili (quelle le lasciamo ai seguaci di Estivill), ma la frustrazione evolutiva va presa come una maestra di vita.

Dunque lasciamo il letto a una piazza a mezza al periodo in cui i figli crescono per davvero, quando dall’alto del metro e ottanta faticano a stare dentro il letto ad una piazza.

Fino ad allora, coltiviamo il senso e l’importanza del letto singolo, si chiama così per un motivo ben preciso non credete?