E’ ARRIVATO L’ALIENO!

La nascita di un bambino stravolge la vita della donna e della coppia. Molti anni fa le logiche abitative e socioculturali rendevano più semplice la cosa, vi era una coorte di donne che si occupava della puerpera e del bambino. Solvente le puerpere vedevano le madri o le zie accudire i più piccoli e avveniva una sorta di trasmissione quasi spontanee di queste abilità. Mi sto riferendo ad un mondo molto lontano per la nostra cultura ma ancora presente in alcune realtà del mondo. Molte depressioni post partum di donne straniere derivano proprio da uno stato di profonda solitudine e inadeguatezza del loro ruolo di madre. Le neomamme anche di questo nostro mondo spesso vivono in uno stato di sconforto, la gioia immensa per la nascita del proprio bambino fa i conti con il profondo senso di vuoto nel corpo. I nove mesi che hanno fatto crescere la creatura dentro la pancia hanno creato una simbiosi che si è misurata anche con lo spazio corporeo. Al momento della nascita rimane un vuoto e ci vuole un po’ di tempo per rendersi veramente conto che quell’esserino che dorme nella culla è proprio lo stesso che si stava creando all’interno della donna.

Non tutte lo vivono allo stesso modo naturalmente così come non tutte hanno il coraggio di maneggiare un esserino a volte ambiguo.

Sembra fragilissimo ma quando si mette a piangere ha una potenza che lascia interdetti. Alcune mamme hanno proprio paura di non sapere cavarsela, non sanno come fare, si demoralizzano e vivono il rimpianto dei mesi precedenti quando cullavano il loro bambino, metà reale e metà immaginato dentro il loro utero.

I corsi di preparazione al parto non sempre tengono conto di queste cose e oltretutto non è detto che tutte le donne vogliano parteciparvi. Al momento della nascita è fondamentale l’intervento della puericultrice. La neomamma va istruita, è importante spiegare ogni cosa nei minimi dettagli. Dimettere dall’ospedale una puerpera senza aver verificato la sua capacità di gestire il tempo dell’attaccamento al seno, il cambio pannolino, il bagnetto è esporla a importanti difficoltà nei giorni seguenti.

Esistono le “doule”, quelle figure che accompagnano le madri nelle prime settimane di vita dei piccoli, è la funzione che un tempo caratterizzava il circuito al femminile di cui parlavamo prima e che è totalmente scomparso. I progetti che prevedono la doula sono però ancora troppo rari in Italia e solo in pochi casi sono proposti dalle amministrazioni locali o dagli ambiti sociosanitari. Sono perlopiù servizi a pagamento e non diffusi su tutto il territorio nazionale.

Che consigli dare dunque alle neomamme? Non isolatevi, chiedete di parlare con qualcuno, confrontatevi con il pediatra, l’ostetrica, il pedagogista.

Sono momenti delicati che se affrontati bene lasciano solo un labile ricordo.

Non chiudetevi in voi stesse, uscite, frequentate altre mamme, consultori, nidi aperti, ludoteche.

Il confronto rende meno complicato il problema che si pensa di avere, scoprirete a breve che sono cose comuni più o meno a tutte. E il tempo scorre tanto veloce!