ELOGIO DELLO SKYPE, QUALCOSA IMPAREREMO

Devo fare una confessione, ero davvero allergica al pensiero di poter utilizzare lo Skype per le consulenze.

Ammetto la mia fatica a non avere un contatto con le persone, lo stringere una mano, talvolta un abbraccio. Mi dicevo che attraverso un video non si può essere sufficientemente empatici, non ci sta proprio.

Come accade agli esseri umani, che sono fortunatamente adattivi, mi sono ricreduta.

Ammetto di essermi sbagliata.

Osservando le lezioni universitarie on line che mio marito ha fatto e sta facendo mi sono resa conto che era possibile, gli studenti sanno stare al passo in maniera esemplare, sarà per la loro spiccata attitudine a stare in rete, ma non c’è stato alcun problema nel seguire le lezioni attivamente.

Mi sono detta: se tutta questa gente lo fa e anche bene, perché tu no?

Non dico assolutamente che sia la stessa cosa, questo mai, ma ho rivalutato questo strumento. Senza dubbio il problema ero io, mi ostinavo a non aprire sufficientemente la testa.

Uno degli insegnamenti di questo terribile periodo è l’utilizzo senza pregiudizi degli strumenti on line. Parlo ovviamente per me, è stata una scoperta. Timidamente ho accettato i primi incontri via skype e l’imbarazzo è durato molto poco, mi sono tranquillizzata e ho visto che in caso di necessità può essere per davvero una grande risorsa.

E’ uno strumento che usavo abitualmente per sentire alcuni familiari o amici lontani ma mi pareva, scioccamente, che non fosse sostenibile a fini lavorativi. Invece non è così.

Allora faccio l’elogio di Skype, riesco a essere d’aiuto a chi ne ha bisogno, funziona, ce la possiamo fare.

Gli incontri in rete hanno consentito a molte persone di non interrompere il percorso iniziato, ci siamo adattati e ce l’abbiamo fatta.

Nell’attesa di riprendere in mano la nostra vita, certamente, ma in momenti come questo vedere che si può mantenere una certa normalità anche a distanza credo che faccia bene.

Mi auguro che tra le tante cose che possiamo imparare da questa brutta storia ci sia anche questo, un uso consapevole e utile di questi nostri strumenti. Dovevamo farlo all’inizio, appena avuti in mano, ma non è mai troppo tardi e forse questo isolamento ci farà assaporare la bellezza dell’incontro quando sarà nuovamente possibile e libero e la capacità di confinare questi strumenti nell’area per cui sono stati pensati. La distanza, l’impossibilità di frequentazione diretta, motivazioni valide che ci dicano: ah si, posso eventualmente usare anche questo.

Ringrazio i genitori che hanno creduto nella prosecuzione dei nostri incontri, miei e dei miei colleghi, ce la mettiamo tutta per andare verso una futura e speriamo vicina nuova normalità.