Greta e i ragazzi del fridays for future

Colloqui di Dobbiaco, un’esperienza che quest’anno ha toccato i suoi primi 30 anni, la stessa età del CPP, si vede proprio che il 1989 è stato l’anno delle grandi prese di responsabilità e dei nuovi inizi.

Ma non su questo che voglio riflettere.

Dicevo, ai colloqui di Dobbiaco  abbiamo parlato e ci siamo confrontati sugli alberi, sull’importanza delle foreste anche dopo il disastro di Vaia; gli alberi come fondamentale risorsa per respirare, per mettersi in contatto con la natura e con noi stessi, in quell’occasione cadeva anche uno dei fridays for future.

Una volta in più alcuni quotidiani non hanno perso l’occasione per criticare, per denigrare, per insultare chiamando i ragazzi “gretini”, cosa non certo nuova.

A Dobbiaco sono stati invitati tre rappresentanti di questo movimento, giovani tra i 18 e i 20 anni, mi sono piaciuti, freschi e trasparenti, mossi da un entusiasmo che solo a quell’età si può avere.

Ho ascoltato i ragazzi elencare i progetti per il loro futuro, la richiesta al mondo adulto di aiutarli a conoscere e comprendere, la richiesta di vivere la loro età senza intralciare la fantasia e la determinazione.

Mi hanno fatto una bellissima impressione, puliti, concreti, consapevoli dei loro limiti e dell’enormità della battaglia che hanno davanti, ma anche forti della loro volontà di proseguire.

Guardare il sorriso di questi ragazzi e ascoltare le loro parole è stato un piccolo toccasana; un paio d’ore prima avevo letto l’intervista fatta a Massimo Cacciari, un intellettuale che personalmente ho sempre stimato e mi sono chiesta perché abbia assunto una posizione così seccata, tracotante, sprezzante nei confronti di Greta e del movimento fridays for future.

Faccio fatica a cogliere un messaggio sensato e costruttivo, ho avuto l’impressione che il professor Cacciari non avesse un’idea molto precisa da combattere quanto un desiderio di essere polemico e contrario a prescindere. E’ stato molto deludente.

Dal canto mio spero che il lumicino che si è acceso coinvolga sempre più ragazzi e ragazze e altresì mi auguro che il mondo adulto sappia sostenere queste nuove generazioni facendo la loro parte.

Un’altra comunicazione arrivata via whatsapp sabato mattina, il giorno dopo il venerdì per il clima, accusava i ragazzi di essere dei qualunquisti, di essere dei consumisti e degli ipocriti. Non ho idea di chi fosse il mittente di quel messaggio, so solo che mi è arrivato da più parti, vorrei solo ricordare a questa persona (o gruppo di persone) che tutto ciò per cui i ragazzi vengono accusati è null’altro che il frutto di ciò che la nostra generazione adulta ha fatto per loro. Si chiama educazione, e in questo senso il mondo adulto ha errori su errori da mettere in conto.

Possiamo essere in tempo a sostenere e aiutare, invece che denigrare e intralciare.

…O è più comodo dare addosso a questo movimento dicendo che tanto, ormai, non c’è più nulla da fare e noi non vedremo ciò che succederà?

Chiunque abbia figli, nipoti, allievi dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e agire di conseguenza.