I BAMBINI E COVID 19: UN LIBRO PER CHIEDERE SCUSA

L’estate si presta alla lettura di qualche libro che ci possa dare svago ma anche far riflettere. E’ il caso di questo bel testo, adatto ai genitori, scsritto da un luminare della psicoanalisi infantile, il professor Massimo Ammaniti. Grande conoscitore dell’infanzia e dell’adolescenza, ha studiato in particolare la relazione mamma bambino dalla gravidanza in poi, la nascita dell’intersoggettività e tutto quanto ha a che vedere conle patologie psichiche infantili. Da annilavora a supporto delle famiglie, conoscendo bene dal di dentro la ocmpnente genitoriale, ha scritto molti testi rivolti a genitori di bambini piccoli come di adolescenti.

Questo libro è singolare, riporto le frasi iniziali perchè mi sembrano molto importanti: “Un paio di mesi fa, in piena fase 1 delle restrizioni imposte dal governo agli italiani, ho sollevato uninterrogativo: perchè nei provvedimenti che sono stati adottati non si fa mai riferimento ai bambini e agli adolescenti costretti a stare in casa a differenza dei loro genitori e nonni, che possono invece uscire per fare la spesa o andare in farmacia?” e continua: “ho avanzato la questione in una intervista il 28 marzo, che è stata accolta con entusiasmo da molte madri”.

Le mamme lo hanno ascoltato, i governanti no. E’ un libro che vuole restituire dignità ai più piccoli.

Ammaniti dice di aver scritto questo testo per chiedere scusa, in modo simbolico, ai più piccoli per tutte le restrizioni che daranno purtroppo i loro frutti in futuro. I bambini hanno bisogno di movimento, di relazione, di aria e vento, di correre e gli adolescenti non sono da meno.

Il testo ha lo scopo anche di aiutare a leggere i malesseri espressi o non espressi di bimbi e adolescenti derivanti dalla situazione appena vissuta e ancora in corso, malesseri di tipo fisico ma ancora più psicologico. Si apre un faro sul significato di vicinanza e distanziamento, di ansia da contagio per poi dare ampio spazio al tema della scuola.

Un libro importante, che può aiutare a superare l’empasse creato in questi mesi e guardare alla ripartenza tenendo conto innanzitutto di coloro i quali amaramente sono stati “dimenticati”.