IL CIELO E IL MOSTRO DELLE COCCOLE

Ho partecipato ad un evento dove vi erano dei laboratori paralleli dedicati alla costruzione della comunità, tenendo conto degli altri come persone in un’ottica di co-costruzione di un villaggio globale per l’uomo donna e con l’uomo donna.

I laboratori erano dedicati all’attività creativa, quindi la costruzione collettiva di un grande pannello murale, la “tela totale”, filosofia sia per i bambini che per i grandi, partecipazione attiva con le idee per una progettualità responsabile. Il laboratorio di pittura è stato particolarmente interessante, ognuno poteva esprimere la propria idea di città partecipata come meglio credeva. Ha iniziato un uomo, ha dipinto un edificio che assomigliava da una torre, ci ha appoggiato una bicicletta; a seguire una ragazza ha inserito alcuni alberi poi qualcuno ha messo delle cose, io un paio di uccelli in volo. Alcuni bambini hanno dipinto l’erba e i fiori, giustamente dal poro punto di vista vicino alla terra, alla loro altezza; è giunto poi il momento di qualche elemento astratto e molto colorato, sempre opera di adulti. Ad un certo punto un bambino piuttosto piccolo, attorno ai 4-5 anni si è messo ad osservare attentamente il lavoro e le persone che si davano da fare per completarlo e ha esclamato: manca il cielo! Ha voluto che qualcuno lo sollevasse per fare una bella striscia azzurra proprio a simboleggiare che senza cielo la città non esiste.

E’ stato stupendo, nella sua ingenuità quel bimbo ha dato una lezione a noi tutti che ci preoccupavamo esclusivamente di ciò che si tocca.

Altro laboratorio, osservavo un cartellone fatto da bambini e bambine, si chiedeva loro di esprimere quali cose ritenessero necessarie per una città ideale. Ovviamente piscine, parco giochi, palestre, giostre e qualche negozio e un bambino, anche questo piuttosto piccino ha disegnato il mostro delle coccole. Quando gli ho chiesto di spiegarmi cosa fa il mostro delle coccole li mi ha risposto che non fa niente, è lì a disposizione di chi ha bisogno di un abbraccio, un bacino o qualsiasi altro tipo di coccola. Gli ho chiesto se solo i bambini potevano andare da quel mostro e lui ha riso dicendo: “nooo, possono andarci tutti, anche i nonni e anche i cani”.

Ragionare sulla città ideale e sostenibile è fondamentale, ognuno ha messo del suo, l’architetto che progetta periferie e il politico che governa, il docente che si occupa di cultura e migrazione e il pedagogista che si occupa di educazione, ma la chiave di lettura l’hanno data i bambini. Non esiste città ideale senza spazio per il sogno e per l’amore.

Lezioni di saggezza.