IL LETTONE, QUESTO SOGNO PROIBITO!

Dormire nel lettone sembra essere una delle cose più ambite. Durante il lockdwn moltissimi bambini e bambine sono approdati al sicuro, come naufraghi su di un’isola deserta.

Bimbi e bimbe che tranquillamente dormivano nel loro lettino hanno rotto la proibizione e sono finiti tra mamma e papà.

Una recentissima indagine condotta dal Laboratorio per la Salute Materno Infantile del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto Mario Negri di Milano, condotta tra maggio e giugno 2020 grazie ad un progetto chiamato “Ragazzi in quarantena”[1] lo conferma abbondantemente. Dallo studio si evince quanto il sonno sia cambiato per bambini e ragazzi. I primi tempi la sveglia mattutina era lasciata al caso, con la ripresa delle lezione on line invece, per chi si connetteva la mattina, vi è stato un maggior disciplinamento degli orari. I più piccoli, abituati ad andare al nido o alla scuola dell’infanzia hanno visto un netto ritardo nel tempo dell’addormentamento e poche se non nulle regole per il risveglio. Questo fatto ha causato una distonia nelle abitudini acquisite anche perché il fatto di non rientrare per tanti mesi alla vita “reale” ha causato una sorta di piccola anarchia negli orari.

Durante le mie consulenze ho più volte riscontrato questo problema. I genitori, così come quelli intervistati dai rilevatori di altre indagini molto interessanti uscite in questi giorni, sostengono che i bambini hanno maggiori risvegli notturni, vanno a letto molto più tardi e hanno problemi con il sonno.

La fatica più grande, ora, è rimetterli in carreggiata e far ritornare i naufraghi nelle loro camerette.

All’inizio sono stati soprattutto i genitori ad accondiscendere alla venuta nel lettone. L’ansia vinceva su tutto e, come mi ha detto una giovane mamma, “averlo tra di noi era rassicurante per lui e per noi. Ci sembrava di poterlo proteggere di più”.

Una protezione andata un po’ fuori margine, se pensiamo che è dal mese di marzo che questi piccoli dormono in un letto non loro.

E’ importante riprendere in mano la questione, riabituare i bambini al loro spazio, ne va della loro autonomia. Ora l’emergenza è finita, il caldo ci può aiutare a buttar fuori dal lettone i piccoli “intrusi”.

Rendiamoci conto che è per il loro bene, staccarsi da noi adulti è un vantaggio per tutti, per noi che finalmente possiamo riposare senza paura di schiacciare qualcuno e per loro che sanno affrontare le piccole frustrazioni, come la paura del buio, il distacco dalla figura primaria, la gestione della noia preaddormentamento.

Senza fretta, senza arrabbiature ma con regole precise, calme e soprattutto condivise tra le persone che condividono l’educazione dei piccoli.

[1] https://www.marionegri.it/magazine/quarantena-e-ragazzi