IL MONDO FANTASTICO DEL GIOCO INFANTILE

L’articolo di oggi parte dalla foto che lo accompagna. Osservatela, non vi dice nulla?

In effetti se non spiego un attimo sembra un mucchietto di rifiuti oppure l’installazione creativa di un artista originale.

Si tratta in realtà di una storia durata quasi un’ora.

Vi guido nella comprensione. E’ domenica mattina, ci troviamo in un giardino pubblico di un piccolo comune. Attorno prato, un po’ di alberi, signore che portano a passeggio il cagnolino, alcune panchine e qualche mamma con il suo bambino che passeggia all’aria aperta. Nel rispetto delle regole, con la loro bella mascherina. Una mamma si siede sulla panchina mentre l’altra si siede su quella di fronte. I bambini girano lì attorno, una bimba fa il giro giro tondo attorno alla panchina, l’altra è appoggiata allo schienale e sta tenendo d’occhio il gioco. Guarda la mamma, si allontana un po’ e va verso il monumento grigio, quello che sembra in effetti una ciotola spezzata. Inizia a portare un legnetto, poi un altro.

La bimba del girotondo si ferma incuriosita, guarda la mamma come a chiedere il permesso di muoversi e dopo un piccolo assenso si muove verso l’altra bimba.

“Ciao cosa fai?”

“Preparo il pranzo, sai oggi vengono tutti i miei amici a trovarmi”.

“Posso venire anche io?”

“Si, però devi aiutarmi perché se ci sei anche tu bisogna cucinare di più”.

“Va bene, posso preparare la minestra?”.

“Forse si ma non abbiamo acqua”.

“Va bene, allora preparo il risotto con le erbe”.

E inizia a raccogliere sassolini e fiori di tarassaco, toglie i petali, sminuzza, sistema.

L’altra prepara la bistecca, una corteccia va benissimo.

Lavorano alacremente, parlottano forse più per se stesse che tra di loro. A spanne hanno tra i tre anni e mezzo e i quattro anni, mese più mese meno.

Imitano gesti visti fare dalle madri o dalle nonne, ogni tanto una si asciuga il finto sudore della fronte dicendo che si fa proprio fatica a cucinare.

Vanno avanti per un sacco di tempo, le madri si fanno gli affari loro con occhio vigile sulle due che sembrano non vedere né sentire nulla all’infuori della bolla che si è creata loro attorno.

E’ il mondo della fantasia, la capacità di creare con il nulla, vedere e inventare situazioni fantastiche.

La bolla scoppia quando una mamma richiama la sua piccola, è ora di andare. Mi aspetto una protesta invece la bimba si alza, guarda la nuova amichetta e la saluta dicendo “Ora devo andare, casomai torno per il caffè”.

L’altra non fa una piega, continua ancora un po’ a strappare fili d’erba, poi si avvicina alla mamma e dice :”Mamma è ora di andare, i piatti li lavo domani”.

Favoloso. Ogni volta che mi capita di osservare bambini nel loro gioco spontaneo mi riconcilio con la vita. Non hanno bisogno di tante cose, bastano a loro stessi, date un amico, un po’ di erba, un po’ di terra, due sassi. Il gioco sono loro.