INFANZIA MALTRATTATA: UN ARGOMENTO DI CUI SI PARLA POCO

Che cosa si intende per infanzia maltrattata?

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “il maltrattamento infantile, in alcuni casi definito come abuso infantile e trascuratezza, include tutte le forme di maltrattamento fisico ed emotivo, abuso sessuale, trascuratezza e sfruttamento che risulti in effettivo o potenziale danno per la salute, lo sviluppo o la dignità dei bambini”.

A partire da questa considerazione prendo spunto dal documento appena uscito in Italia, l’Indice regionale sul maltrattamento[1]. Questo resoconto restituisce un quadro relativo ai minori e in maniera particolare la situazione legata agli abusi e alla trascuratezza in genere. L’Italia non è messa benissimo.

L’Indagine nazionaleha stimato che nel nostro paese 47,7 minorenni su 1.000 sono seguiti dai servizi sociali. Di questi si stima che i bambini/e vittime di maltrattamento siano 91.272, quasi 100.000.

Secondo WHO-European Region, circa 55 milioni di bambini/e sono vittime di maltrattamento nell’Unione: nel 9,6% dei casi il maltrattamento assume la forma di abuso sessuale, nel 16,3% dei casi di trascuratezza fisica, nel 18,4% dei casi di trascuratezza emotiva e infine nel 22,9% dei casi di maltrattamento assume la forma di abuso fisico, nel 29,6% dei casi quella di abuso emotivo.

Nel nostro Paese il problema è diffuso ed è poco noto, non ci sono molti dati a proposito e come viene sottolineato anche dagli ultimi libri di Daniele Novara[2], i bambini sono invisibili. Si scopre un sommerso davvero inquietante. L’Italia è staccata in due, il divario socioeconomico tra Nord e Sud è importante e a pagare il tutto sono sempre le fasce più deboli.

Il bambino maltrattato oltre ad essere in sofferenza per se stesso diventa un adulto che a sua volta sarà propenso al maltrattamento, lo si può vedere sui genitori maltrattanti che a loro volta sono stati vittime in periodo infantile.

L’indagine si basa su di un indice dato da una serie di 64 indicatori, classificati rispetto a sei diverse capacità: capacità di cura di sé e degli altri, di vivere una vita sana, di vivere una vita sicura, di acquisire conoscenza e sapere, di lavorare, di accesso a risorse e servizi. Quest’anno inoltre l’Indice include anche un intero capitolo dedicato all’analisi del periodo Covid-19.

I risultati mostrano un’Italia spaccata a metà. Le regioni del Sud manifestano elevate criticità sia tra i fattori di rischio che tra i servizi: le ultime quattro posizioni sono occupate da Campania (20°), Calabria (19°), Sicilia (18°) e Puglia (17°). L’Emilia-Romagna si conferma la regione con la maggiore capacità di fronteggiare il problema sia in termini di contesto ambientale che di servizi. Seguono Trentino-Alto Adige (2°), Friuli-Venezia Giulia (3°), Veneto (4°) e Toscana (5°).

L’emergenza Covid-19, ha enfatizzato sia le criticità che i punti di forza strutturali esistenti nelle varie regioni italiane.

Riporto una frase del documento: “Tra le tante vittime dirette e indirette del Covid 19 i bambini/e sono stati i meno colpiti a livello sanitario, ma certamente i più indifesi e dimenticati. L’ugenza della malattia, le ansie, le paure e le difficoltà economiche che hanno dovuto affrontare gli adulti ha infatti messo in secondo piano le loro esigenze. La chiusura repentina di scuole e asili e il confinamento domestico li hanno privati di numerosi diritti, mentre la Fase 2 e Fase 3 hanno finora restituito loro solo alcune libertà individuali. Durante la crisi, il mondo dei bambini/e si è quindi improvvisamente ristretto alla sola relazione con i genitori che è stata gestita in condizioni molto diverse a seconda dei territori e della condizione familiare, sociale ed economica”.[3]

Tutti elementi che noi abbiamo tentato di denunciare. Il quadro non è sereno soprattutto pensando a quello che sarebbe necessario fare.

Il Rapporto si conclude elencando le aree su cui insistere per migliorare la capacità di intervento pubblico nella prevenzione, cura e contrasto del fenomeno. Tanto lavoro, tante risorse, necessità di un cambiamento di passo per quanto concerne il vero rispetto dei più piccoli. Servono servizi, servono strutture, servono supporti alle famiglie. Serve una nuova cultura per l’infanzia


[1] Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia – Restituire il futuro – Cesvi 16 settembre 2020  https://www.cesvi.org

[2] Daniele Novara, I bambini sono sempre gli ultimi, Rizzoli, Milano, 2020

[3] Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, cit. pag.48