IO NON CI RIESCO!

E’ una frase abbastanza diffusa che mi sento ripetere dai genitori. Non riesco a fargli fare i compiti, non riesco a farla mangiare, non riesco a farlo vestire e via di questo passo. Sembra che sia uno sforzo tirannico chiedere qualsiasi cosa ai nostri bambini (e talvolta ragazzi). Sembra che tutto debba essere portato all’esasperazione, come se ogni azione, ogni attività debba essere per forza negoziata. La fragilità genitoriale di cui parliamo noi al CPP[1] è quella paura di non saper fare bene i genitori. Da quell’ansia di non essere all’altezza alla prima difficoltà si tende a tirare i remi in barca e a cedere ai voleri dei pargoli. Parte dalla prima infanzia questa resa del genitore, quando di fronte alle prime frustrazioni derivanti da un NO il bimbo strepita e batte i piedi.

Aiutare i figli a stare dentro il NO, la regola la frustrazione è importante per molti motivi.

La regola, come più volte sottolineato, è uno spazio dove il bambino si sente al sicuro, importante è che il genitore sia ben consapevole di questa cosa.

Mettere un limite, un divieto se necessario fa fare i conti con la propria dimensione onnipotente. “Non sono onnipotente” perché c’è qualcosa che non posso fare e no la posso fare perché chi mi accompagna nella crescita sa cosa è meglio per me.

E’ così che si viene a strutturare la fiducia nell’adulto, un adulto che sa cosa è bene per il suo bambino e cosa non va, forse anche perché è troppo piccolo.

Non abbiate paura ad utilizzare questa frase “adesso non è il tuo momento, devi crescere, sei ancora piccolo”.

I figli onnipotenti si trasformano in tirannici e i genitori rischiano di perdere la loro capacità educativa.

Abdicare è spesso più comodo che regnare, ma abdicare alla funzione educativa mette in figlio dentro una forte confusione.

La casa non sta in piedi senza fondamenta solide e l’educazione – che parte, lo ricordo, dal concepimento – è la possibilità di creare le fondamenta necessarie per la costruzione del carattere prima e della personalità dopo.

E’ faccenda adulta, dunque impariamo a resistere alla tentazione di lasciar perdere. E’ un investimento per il futuro.

[1] A questo proposito avremo un convegno il 13 aprile prossimo a Piacenza “Dala parte dei genitori”