#IO RESTO A CASA, MA NON SONO IN VACANZA.

Sta continuando il periodo faticoso che ci tiene chiusi in casa. Dopo l’euforia dei primi giorni e il dirci “che bello finalmente abbiamo tempo per fare tante cose”, subentra forse un certo disorientamento. Fino qua potevamo quasi sentirci in vacanza ma ora è necessario essere molto presenti al bisogno soprattutto dei più giovani.

Le domande dei genitori sono cambiate, se prima prevaleva il “cosa gli faccio fare tutto il giorno chiuso dentro?” ora subentra la preoccupazione su scuola, abitudini, fatiche che devono durare un po’ di più.

La prima cosa da avere bene presente prima di tutto per noi è che non siamo in vacanza.

Non possiamo e non dobbiamo uscire se non per motivi di assoluta necessità. Portare fuori il cane ok ma lo stretto necessario per i bisogni e vicinissimo a casa. Il tempo, anche nostro, va riconsiderato e vissuto in termini costruttivi.

Questo serve a noi per la nostra organizzazione mentale ma anche e soprattutto per i bambini e ragazzi.

Ricordiamoci che, siccome non sono in vacanza, vanno tenuti ritmi uguali al tempo scolastico, ovviamente calibrati sull’età dei bambini/ragazzi:

  • alzarsi la mattina presto come se si dovesse andare a scuola
  • fare una buona colazione senza videoschermi
  • non rimanere a ciondolare in pigiama, ci si veste (sicuramente con abiti comodi ma non in pigiama)
  •  dalle 8,30 alle 12,30 si va a scuola, pertanto si studia, scrive, legge e tutto quanto gli insegnanti hanno indicato sul registro elettronico o in altra forma
  • si fa merenda alle 10,00 e la pausa dura 15 o 20 minuti come la ricreazione a scuola
  • ci si fa aiutare a preparare il pranzo  e si pranza assieme (senza videoschermi)
  • si sistema la cucina e si gioca per un’oretta
  • si fanno i compiti per due ore al pomeriggio (o come si era abituati a seconda dell’età)
  • si fa un oretta di attività sportiva: aerobica, sollevamento  pesi, ginnastica dolce, tutto quello che gli spazi a disposizione ci consentono
  • doccia e si prepara la cena assieme
  • si sparecchia, si mette a posto la cucina assieme
  • tempo per la famiglia, un gioco, una lettura insieme, un po’ di tv purché accessibile a tutti (no TG  o contenuti non adatti)
  • si va a letto alle 21,30 massimo 22,00 senza videoschermi

Sottolineo l’importanza di tenere il ritmo, la settimana deve essere considerata lavorativa, scolastica.

Il week end è il tempo delle dormite fino a tardi, dei giochi prolungati e del tempo “libero” da gestire con creatività e fantasia. E’ il tempo dei giochi e del costruire, del fare assieme, una barca con il papà? Perché no! Un coro inventato li per lì? Ottimo…

E poi on molliamo la presa, non facciamoli sentire allo sbando. Se all’inizio potremo avere conflitti per la tenuta della tabella di marcia, non molliamo e utilizziamo l’autorevolezza di cui i nostri figli hanno tanto bisogno.

Non perdere la routine li aiuterà a riprendere i ritmi scolastici quando sarà il momento, li aiuta a riempire di senso le giornate, li sprona a non lasciarsi andare in una noia ricca di videogiochi ma poco produttiva per il loro apprendimento.

Ricordiamoci che ripetere quello che si è imparato a scuola serve sempre come rinforzo, il nostro cervello ha bisogno di vedere confermati gli apprendimenti.

Con queste indicazioni anche noi adulti riusciremo ad avere un tempo scandito per il nostro lavoro, riusciremo a rispettare tempi e luoghi reciproci.

Ci vuole fegato per essere autorevoli? Forse si, ma può essere l’occasione buona per impostare un’educazione consapevole in grado di farci diventare genitori migliori.

E…restiamo a casa!!!!