LA FIABA DELLA DOMENICA

AIUTO LE PULCI!!
Passano i giorni e nessuno si fa sentire, Miriam ad ogni squillo del telefono scatta in piedi e sta in ascolto, ha il terrore che ci sia per davvero un proprietario del gattino ma ogni volta si tratta di un falso allarme. Per fortuna!
Il gattino non vuole stare da solo, ha paura, è troppo piccolo, la bambina insiste per portarselo in camera ma ci sono due divieti: il primo da parte di mamma e papà e il secondo da parte della Fochina che è molto arrabbiata. Sembra proprio che sia passata in secondo piano e non le piace per nulla. Quel gattaccio se la dovrà vedere con lei, sta già pensando ad un piano…
“Mammina, senti come miagola disperato? Per piacere piacere piacere, fammela portare in cameretta”.
“Non se ne parla nemmeno. Già non sappiamo di chi è, non sappiamo da dove viene, non sappiamo se ha delle malattie. No e basta!”
Miriam non si dà per vinta, allora prova un’altra strada:
“Papino, lo senti quel miagolio disperato? Immagina quanto si sente solo quel povero micetto. Non ti fa pena? Nemmeno un pochino?”
Il papà è un po’ più morbido, non riesce a dire di no alla sua piccola ma questa volta sembra irremovibile pure lui:
“Il gattino potrebbe avere le pulci, ti immagini il letto pieno di pulci? Non si può proprio”.
Pulci? A quella parola la Fochina si è messa a tremare, quel gattaccio avrebbe passato le pulci pure a lei. Eh no, bisognava fare qualcosa, ma che cosa? Lei non riesce a farsi ascoltare dagli umani, solo Miriam la può sentire. Mannaggia!!
A Miriam non rimane altro da fare se non mettersi a piagnucolare, forse il papà si impietosisce…
“Ma papino, per piacere, non puoi avere un cuore così crudele. Aiutami a trovare una soluzione”.
Il papà si gratta il mento con la mano,si abbassa un pochino e guarda Miriam negli occhi:
“Dimmi tu cosa potremmo fare. La mamma non è d’accordo che portiamo il gatto in casa, io ho paura che abbia le pulci, secondo te che soluzione possiamo trovare?”
Aiuto, qui serve proprio l’aiuto della Fochina. In un attimo Miriam corre in camera, si butta sul letto e stringe forte la sua Fochina, le sussurra all’orecchio:”Fochina, mi aiuti? Che possiamo fare per salvare quel povero micino? Non senti come piange?”
Fochina rimane un po’ sulle sue, è gelosa ma vuole bene alla sua amica e allora la deve proprio aiutare a trovare una soluzione.
“Possiamo farle un bel bagno tanto per cominciare”.
“Siii, bella idea!”
Corre di volata dal papà che è ancora accucciato ad aspettare la soluzione.
“Papino, ci sono, ho trovato! Facciamo lo shampoo al gatto, così le pulci se ne vanno e bello pulito può venire in cameretta con me. Che dici?”
Il papà si alza, guarda bimba e foca dall’alto e poi sentenzia:
“Vediamo cosa ne pensa la mamma”.
In fila indiana vanno nello studio dove la mamma sta lavorando, bussano alla porta e chiedono udienza:
“Scusa se ti disturbiamo, ho qui la richiesta di queste due signorine, secondo te si può fare il bagno al gatto?”
La mamma diventa pallida e poi rossa, non si sa se perché è felice della richiesta o se è arrabbiata.
“Un bagno al gatto? E chi dovrebbe farglielo?”
Papà e figlia si guardano poi, insieme dicono: “tu!”
“Io??? Ma nemmeno per idea! Ma proprio no! Ma che strani pensieri avete!No non e poi no!”
Mentre dice così la mamma si alza in piedi, mette le mani sui fianchi, fa la voce grossa grossa e poi… via a ridere, questa volta tutti e tre insieme (anzi tutti e quattro perché anche Fochina se la spassa).
“Va bene, – dice alla fine – facciamo così: fra una mezz’oretta andiamo tutti e tre insieme a lavare questo gattino, così la finiamo con questa storia, va bene?”
Felicità, tripudio, gioia!
Miriam corre dal gattino, lo prende in braccio e gli parla con dolcezza, mentre la foca cerca di prendere le distanze, è convinta che le pulci ci sono su quel gattaccio.
In effetti, tra il pelo grigetto si vedono correre delle piccole bestioline nere, sono tante ed entrano anche nelle orecchie, vanno negli occhi.
“Oh, oh” dice Miriam “Fochina, hai visto anche tu? Questo gattino è proprio infestato  da piccoli animaletti neri. Cosa possiamo fare?”