LA FIABA DELLA DOMENICA

UNA SCOPERTA “PUFFOLOSA”
Trascorsi un po’ di giorni in attesa della chiamata di qualcuno per reclamare il gattino, si decide che bisogna proprio lavarlo.
Fare il bagno ad un gatto non è facile, la mamma ce la mette tutta, Miriam va a prendere il suo baby shampoo così non bruciano gli occhi. Il gattino, non appena sente l’acqua inizia ad arrampicarsi sulle braccia della mamma, miagola disperatissimo e Fochina si spaventa, quanto strepito! Ma che sarà mai? Lei fa il bagno addirittura in lavatrice! Quel gattaccio è proprio un fifone.
Con tanta pazienza mamma riesce a prendere il gattino per la collottola, insapona per bene la testolina e poi tutto il pelo della schiena e la pancia, l’acqua della bacinella in poco tempo diventa scura, la schiuma profumata avvolge tutto il corpicino e il risciacquo non è per niente felice, acqua ovunque e schizzi di shampoo rosa e strepiti e miagolii. Papà viene a controllare: “Cosa state facendo? State ammazzando qualcuno?”
“Ma no, papino, stiamo facendo il bagnetto, solo che questo gattino è davvero pauroso, non gli piace essere lavato. Tutto qua”.
Alla fine la mamma vince e il piccolo micetto viene avvolto in un morbido asciugamano di spugna, nell’acqua sporca nuotano centinaia di pulci, per fortuna se ne vanno nello scarico del lavandino. Ora bisogna prendere il phon, e la tragedia ricomincia: miagolii e tentativi di fuga, ma con un po’ di dolcezza Miriam riesce a tranquillizzare la bestiola che, tra lo stupore di tutti si mostra nella sua bellezza e nel suo candore. Papà torna a dare una sbirciatina ed esclama:
“Avete cambiato gatto? E dove è quello di prima? Non era grigio?”
“ No papi, non era grigio, era semplicemente molto molto sporco. Vero che è bellissimo?”
Con quel pelo così soffice e vaporoso, bianco candido, fa sfigurare la Fochina che, ormai un po’ vecchiotta, non può mostrare un mantello proprio immacolato. Musino e zampette sono consumate dai tanti baci e abbracci e il bianco si è un po’ ingrigito. E’ un po’ gelosa Fochina, ma l’abbraccio stretto di Miriam le fa passare tutti i timori.
Pulito e profumato, con il pelo candido e asciutto il gattino può finalmente entrare in casa. Tra mille feste si sente un po’ padrone della situazione e inizia ad esplorare la cameretta di Miriam, si arrampica sulle tende azzurre, fa un salto sul letto, gioca con alcune palline, si dà insomma alla pazza gioia. Sono tutti contenti, più di tutti Miriam perché nessuno si è fatto vivo così, trascorsa la settimana, ha il permesso di tenerlo. Bisogna però portarlo dal veterinario per fare le vaccinazioni.
La mamma decide di prendere subito appuntamento, ha già capito che il nuovo inquilino vivrà dentro casa. Meglio essere previdenti.
Il veterinario ha un posto il pomeriggio stesso, così tutti assieme vanno a fare la vaccinazione. Miriam seduta sul suo seggiolino ha il permesso di tenere il gattino, ma solo se questo non fa i capricci. Bimba e gatto devono stare sul seggiolino, altrimenti sarà la mamma a prenderlo in braccio. Durante la strada tutto scorre al meglio, il gatto dorme ronfando e la Fochina tiene sotto controllo ogni cosa. Arrivati dal veterinario il gatto si prende subito molti complimenti, “Ma che bello, è un angora turco, una razza piuttosto pregiata. Dove lo avete acquistato?”
E’ la mamma a spiegare tutta la questione, sembra ancora più strano che si sia smarrito senza che nessuno lo rivoglia indietro. Il veterinario inizia la visita, fa la punturina contro le malattie e chiede a Miriam:
“Che nome hai dato a questa bella gattina?”
“Gattina? Ma non è un gatto?”
“Eh no signorina, è una bella gattina. La potresti chiamare Fiocco di neve!”
Stupore e gioia al tempo stesso, la Fochina è un po’ meno arrabbiata, tra femmine ci si potrà intendere, pensa.
Miriam guarda la mamma e anche lei sorride, sono tutti molto felici della scoperta. A dire il vero Miriam aveva già un nome in mente, voleva chiamare il gatto “Puffoloso”, ma a questo punto, bisognerà cambiare idea. Una cosa è certa, Fiocco di neve proprio no.