LA FIABA DELLA DOMENICA

FIOCCO DI NEVE PROPRIO NO!

Scoperto che il gattino è una gattina, per Miriam inizia una bella battaglia con la Fochina prima di tutto e poi anche con mamma e papà per decidere il nome da dare a Puffoloso.

– Mamma, che nome possiamo darle? –
– Pulce! E’ il nome che più le si addice! –
– Ma dai, non possiamo farle questo! Come sarebbe a dire pulce!

– Allora Fiocco di Neve come ti ha suggerito il veterinario.
– No, come si fa a chiamare un gattino Fiocco di neve in piena estate? La prenderebbero in giro tutti. E se la chiamassimo Bianchina? Ti piace, mamma? –
– Bianchina è un nome da capra.
– Ma mamma!

La Fochina si sbellica dalle risate, non sta nella pelle al solo pensiero che la gatta si chiami come una capretta. Anche lei vuol dire la sua, piano piano dice nell’orecchio a Miriam “chiamiamola Cacchina”.

-Ma Foca! Cosa ti viene in mente? Ma siete  proprio tutti cattivi, nessuno mi vuole aiutare.

Miriam se ne va sconsolata con la gattina  tranquillamente acciottolata dentro la tasca del giubbino.

E’ così piccola che è comoda in tutte le tasche e la bambina se la porta a spasso. Ora sono in cortile a rimuginare, pensa che ti pensa a Miriam viene un’idea.

Corre in salotto, sale sopra la sedia e va a prendere un libro.

Sceglie uno con la copertina verde chiaro, ha una scritta dorata ma lei non sa ancora leggere così chiede alla Foca di leggere per lei.

La Foca strizza gli occhietti, si gratta con la pinna la testa e poi dice:

-Hai preso un libro antico, molto antico. Vedi che le pagine dentro sono tutte gialline? Di sicuro è il libro giusto dove trovare un nome al gattaccio.

-Si Fochina, ma come si chiama questo libro?

E la foca inizia a grattare di più la testa, è un po’ indecisa poi dice:

-Forse è meglio che chiedi a tua mamma che libro è, mi lacrimano gli occhi e non riesco a leggere bene.

Si, furbacchiona, non sa leggere nemmeno lei ma non vuol fare brutta figura.

Miriam si presenta di nuovo dalla sua mamma, le porge il ibro e le dice:

-Mamma, ho deciso, il nome della mia gattina si trova di sicuro dentro questo libro.

La mamma prende il libro e sorride, poi si mette proprio a ridere: -Miriam, hai preso Platone!

Beh? Dove sta il problema? Ci sarà  qualche bel nome lì dentro no?

-E’ un po’ difficile trovare un nome da femmina qui dentro, sai? Ci sono nomi tanto difficili.

-Eh no, io voglio un nome che si trova dentro lì, sono sicura che sarà quello giusto.

La mamma sfoglia un po’ le pagine ingiallite e poi trova il nome, quello di una filosofa antica che si chiamava Diotima.

-Ecco qua, la gattina si chiamerà Diotima.

Miriam guardala Foca che sta ridendo a più non posso. Dice che nessuno imparerà mai quel nome e che Cacchina era molto meglio.

Infuriata la porta in cameretta e la lascia sopra una sedia, così impara, poi torna dalla mamma ed esclama tutta trionfante:

-Bellissimo nome. Diotima. Grazie mamma.

La gattina nel frattempo si è svegliata e vuol uscire dalla tasca del giubbino, ha tentato di fare dei movimenti per avvertire Miriam di un piccolo problemino ma la bambina era troppo impegnata. Se ne è accorta da sola quando, toccandosi la pancia l’ha trovata tutta bagnata.

La piccola Diotima si muoveva perché…le scappava la pipì e non potendo scendere dalla tasca…l’ha fatta lì.

Accipicchia, un bel problemino.

E Miriam deve imparare che i gattini piccoli fanno la pipi e la popò e non sono come la Foca che non la fa mai…