MA … A CHE ETA’ PUO’ DORMIRE A CASA DEL FIDANZATINO?

“Mamma, posso dormire da Luca questa sera?”

Adolescente di quindici anni, da un paio di mesi frequenta un suo coetaneo e l’innamoramento ha stravolto tutta la sua vita. E’ ovvio, tutti quanti noi ricordiamo le farfalle nella pancia e il vuoto nella testa provocati dai primi folli innamoramenti. Il tempo era scandito dall’attesa per sentire la sua voce ed era un tempo strano, scorreva in maniera disuguale, lunghissimo quando non eravamo con lui/lei e brevissimo quando invece eravamo assieme. Quanti sospiri nel guardare l’orologio e nel vedere che era già ora di lasciarsi.

L’urgenza di stare con il fidanzatino/a era pressante ma difficilmente esageravamo nel chiedere dilazionamenti di orario temendo poi che ci venissero decurtati anche quelli concessi.

A quindici anni, fino a qualche decennio fa, l’innamoramento era una faccenda riservata, i genitori non lo sapevano direttamente da noi ma lo venivano a sapere da qualche soffiata, sovente dal fratello/sorella gelosi della nostra esperienza o per farcela pagare. L’amore in adolescenza era una faccenda molto personale, molto privata e soprattutto da tenere nascosta. Il perché era presto detto: troppo piccola/o per pensare a queste cose, pensa piuttosto ad andare bene a scuola.

Quella tiritera accompagnava le raccomandazioni dei genitori, molto preoccupati del nostro rendimento scolastico. Trascorsi alcuni anni vi era un’evoluzione, non stare troppo fuori la sera, non vedetevi da soli, non fate tardi. La preoccupazione sotto sotto era data dalla paura che portassimo a casa un nipotino anzitempo, il tutto senza affrontare il tema della sessualità, tabù allora come ora molto diffuso.

Oggi le cose sono cambiate, a quindici anni – come ricordo nella frase iniziale di questa riflessione – non è raro che un figlio/a chieda di dormire addirittura a casa del fidanzatino/a.

Molti genitori vanno in crisi, la gestione è quasi esclusivamente delle madri che, facendo lavorare in modo prevalente il codice materno, propendono per un accudimento fuori età ed acconsentono.

Il pensiero che fanno dentro di loro è “meglio che sia a casa dell’altro, tra le mura domestiche che non che lo faccia chissà dove”. A volte vi è una condivisione esplicita da parte dei genitori di entrambi, altre un tacito assenso.

Capita che genitori di adolescenti mi pongano la domanda: “ a che età è giusto lasciare che i fidanzatini dormano assieme?”

Una risposta esatta non c’è, di sicuro però non possono essere i quindici né i sedici anni.

Una corretta educazione passa innanzitutto per un buon dialogo relativo alla sessualità. Parlare non liberamente di sesso ma aiutare i ragazzi e le ragazze a collocarsi dentro una delle esperienze fondanti della vita è un obbligo genitoriale. Troppo spesso falsi pudori ci fanno girare dall’altra parte e glissare su questo tema.

Altra componente importante è la possibilità di confrontarsi sui propri valori e sul significato di esperienze importanti della propria storia. Vivere una storia sentimentale non è consumare corpi, non è fare sesso, non è prendere e mollare a piacimento.

Dormire con un’altra persona deve avere un significato, deve stare dentro un progetto e la possibilità di prendersi delle responsabilità.

A casa di mamma e papà ci deve essere quel pudore, quella riservatezza che ricordi costantemente che si è figli. La mia risposta alla domanda dei genitori è spesso questa: “dormirai a casa del tuo fidanzatino quando avrai la maturità per assumerti le responsabilità di quello che stai facendo”.

Non c’è una data e soprattutto non esiste un’età uguale per tutti, c’è però l’impegno ad educare per riconoscere un progetto, un impegno da onorare.

E non mi riferisco unicamente alla possibilità di rimanere incinta. Mi riferisco proprio ad una maturità relazionale e sentimentale dove si possa essere abbastanza sicuri del tipo di rapporto instaurato e del desiderio di costruire una storia adulta.

I genitori dovrebbero essere visti come qualcuno a cui non raccontare tutto e i figli dovrebbero essere gelosi di quella parte di sé che presuppone un’intimità che non si può dividere e condividere con altri. Risposta senza dubbio poco popolare ma educare oggi, del resto, è qualcosa di davvero poco popolare anche se estremamente necessario.