PERCHE’ MI DICE LE BUGIE?

Non parliamo di bambini piccoli ma di adolescenti. Sono le madri quelle che si crucciano per la mancata sincerità dei loro figlioli e delle loro figliole.

La crisi materna arriva attorno ai dodici tredici anni dei figli, forse un po’ prima delle figlie.

Mamme che quando si presentano mi dicono che hanno sempre avuto un rapporto bellissimo con la prole, hanno fatto tante cose assieme, li accompagnano per ogni dove, cercano di soddisfare ogni loro bisogno e desiderio. “Non sa quanto ci divertiamo a fare shopping, selfie, andare a fare jogging insieme” sottolinea la mamma di una dodicenne. Eppure…eppure arriva il momento in cui l’idillio svanisce e invece di essere arrabbiate, incavolate per la presa in giro (così la definiscono) da parte dei figli, stanno male.

La mamma di un tredicenne si mette quasi a piangere mentre mi racconta che il figlio ha confezionato un alibi a dir poco perfetto per le sue uscite pomeridiane, va a fare due passi con il suo compagno di classe e poi si ferma a casa sua a fare i compiti o a giocare alla play. In realtà, come molto spesso accade, la madre un giorno incontra il compagno che imbarazzatissimo non sa che dire di fronte alla domanda della signora: “ma come, mio figlio non è con te?”

Questa mamma era delusissima, addirittura non aveva nemmeno svelato al figlio che sapeva tutto o quantomeno sapeva che lui la stava imbrogliando. Stava male come avesse ricevuto una pugnalata, ha usato proprio questo termine.

Onestamente mi è parso molto esagerato ma ho cercato di ascoltare fino alla fine la signora che continuava a raccontarmi i bellissimi attimi trascorsi con il suo ragazzo, la grande confidenza che li univa, potevano parlare davvero di tutto, di ogni cosa. Lui si confidava con lei raccontandole anche i suoi innamoramenti, perché la tradiva?

Aveva usato esattamente queste parole: tradimento.

Lì per lì ho sentito un brivido, ne parlava come fosse stato il suo partner, poi ho cercato di darle alcune informazioni rispetto alla necessità di separazione di un adolescente.

Il legame che le madri (soprattutto le madri) hanno instaurato con figli e figlie è tale che questi ultimi sono in difficoltà a ritagliarsi uno spazio per sé. Cercano di attivare alcuni acting out ma spesso vengono ripagati con le lacrime, con l’adulto che si comporta da persona che sta male, che si sente mortificata e offesa nel profondo, allora non riescono a prendersi quella giusta distanza, quella libertà per fare qualcosa che ai genitori non vada a genio.

Non si tratta di bugie, il più delle volte sono spazi di autonomia, spazi di libertà dove vivere quello che hanno voglia

di vivere fuori dall’ipercontrollo materno.

Alcuni anni fa Elena Rosci, psicoterapeuta dell’adolescenza presso il Minotauro, aveva messo in luce nel suo intenso libro “Mamme acrobate” la figura della madre postmoderna e la sua difficoltà a reggere la separazione dai figli. L’autrice coglieva perfettamente il senso di inadeguatezza e sofferenza delle nuove madri di fronte al presunto tradimento dei figli quando questi ultimi cercavano il distacco evitando però lo strappo. Madri capaci di abbracciare idealmente tutte le scelte dei figli, condividerle e anzi spesso favorirle, madri che – con la complicità dei compagni e padri – continuavano a creare quel contesto di cura e accudimento anche di fronte a ragazzi e ragazze ormai sufficientemente grandi da fare scelte autonome. O meglio, potenzialmente in grado di farle, perché nella condizione attuale il nido familiare è sempre più visto come rifugio e possibilità di vivere la propria vita senza paura di giudizi o di dinieghi. Il bisogno di separazione però è fisiologico e allora le bugie sono la strada per creare uno spazio individuale senza ferire l’adulto di riferimento, almeno fino a quando si viene scoperti….