PERCHE’ VACCINARSI

Con molta amarezza vedo che nella mia regione le persone che vanno dai 60 ai 79 anni nicchiano parecchio sul vaccino. Non raggiungeremo mai quella sicurezza, sempre labile d’accordo, per riprendere in qualche forma la normalità. Un episodio di questi giorni mi ha lasciato molto sconcertata: una signora mia conoscente si è vaccinata, è contenta di averlo fatto perché, così dice, può stare serenamente con i nipotini senza la paura di trasmettere loro la malattia o, malauguratamente, senza la paura che loro possano trasmetterla a lei . Ha visto il vaccino come una opportunità, una tutela per sé e per gli altri. Il figlio, padre dei due bimbi ha reagito in maniera opposta, ha impedito ai bambini di vedere la nonna perché potenzialmente “infetta”. E’ convinto infatti che chi si vaccina possa trasferire il virus agli altri.

Che dire? Non sapevo come consolare la signora che si è rivolta a me per avere un paio di dritte. Mi capita di fare consulenza ai nonni ma di dover sostenere l’assurdità del comportamento del figlio, questo a essere sinceri mi capita fortunatamente molto di rado.

I vaccini sono sicuri, ovviamente in medicina non esiste il 100%, non è una scienza esatta questo lo sappiamo tutti; ognuno di noi è fatto a modo suo e la reazione a un vaccino può avvenire come per tutte le cose. Si può avere un’allergia alla puntura di vespa o al sesamo, si può morire perché allergici all’aspirina o per mille altre forme allergiche. Il caso esiste e ci basiamo sulle probabilità. Le probabilità ci dicono che sono bassissime, soprattutto se non portatori di serie patologie. Mi sembra che si faccia attenzione a tutte le patologie pregresse delle persone e chi effettivamente potrebbe essere a rischio non viene vaccinato.

La persona a rischio che non viene vaccinata rischia però moltissimo, perché se la massa non si vaccina il virus non si debella. Domanda: ci interessa di chi è più fragile? Di chi effettivamente non può fare il vaccino?

Che ci sia un po’ di timore a fare il vaccino ci sta, basta guardarsi in giro però e vedere che nella stragrande maggioranza dei casi le reazioni sono state davvero minime. Sono due le cose che mi fanno riflettere:

l’assenza di senso civico e di appartenenza ad una comunità e l’adesione “bigotta” a chi produce fake news.

Non so se tutto questo dipenda dal narcisismo imperante, da una sorta di egoismo che porta a pensare esclusivamente a sé stessi o se la scuola non è più capace di generare persone che sappiano pensare con la loro testa.

Onestamente la posizione dei no vax è assolutamente lecita e va tenuta conto, ognuno ha diritto di fare ciò che vuole della propria vita. Li rispetto profondamente, chiedo però che vadano a vivere isolati, su di un alto monte o su di un’isola sufficientemente lontana.

Chi vuole continuare a far parte della comunità, vivere e lavorare assieme agli altri, stare dentro la quotidianità fatta di spazi e luoghi comuni, ha un obbligo morale a pensare non solo a sè stesso ma anche agli altri.

Non c’è altra strada per debellare questo virus, se non non vogliamo stare con la civiltà padronissimi di farlo, purché lontano, molto lontano.