Biblioteca di Latisana, recensione a Storia di Rosa

Anna Rita consiglia Storia di Rosa di Paola Cosolo Marangon.
La storia di due donne, madre e figlia, la storia di una famiglia: la mamma, Maria, che muore troppo presto e la figlia, Rosa, che ne ripercorre la vita. Il racconto, che si apre e si chiude con l’evento più doloroso per entrambe (la malattia e la morte), quasi a voler suggellare la circolarità dell’esistenza, ci porta nella Bisiacaria degli anni Quaranta-Settanta del Novecento, che riflette la rinascita italiana del dopoguerra.
Due piani temporali che si intrecciano danno voce ai ricordi della tredicenne Rosa (che parla in prima persona) e alla vicenda di Maria, giovane donna di grande intelligenza e delicatezza, personaggio femminile che, seppur inserito nel suo tempo, si staglia per una ricchezza interiore che la differenzia dalle sue coetanee. Attorno a loro familiari ed amici, alcuni di questi sono personaggi indimenticabili come il nonno, affettuoso e sensibile, reduce della Prima Guerra Mondiale e grande lettore, che con Maria ha un rapporto davvero speciale.
Attraverso la storia di questa famiglia, l’Autrice non solo ritrae uno spaccato di un’epoca e descrive il microcosmo delle comunità di Pieris e Turriaco, ma anche delinea con leggerezza sentimenti, emozioni e vissuti universali. La morte – l’oscuro tabù dei nostri tempi – viene narrata come parte integrante della vita: una signora vestita di nero che giunge in fretta, senza fare rumore e, nello spazio di un soffio, si prende la mamma di Rosa. Non ci viene regalato un lieto fine, ma un forte messaggio di speranza sì, perché la vita va avanti ed è necessario affrontarla con coraggio in tutta la sua complessità e durezza. Lo capisce presto Rosa, che alla fine del romanzo afferma: “La strada che ho davanti è tutta in salita, ma come mi ripetevo quella notte di luglio, la morte esiste solo per chi ci crede. Io voglio credere alla vita”.
Storia di Rosa è disponibile in biblioteca