QUALE E’ IL TUO PROGETTO?

Tempo di scelte per preadolescente ed adolescenti, c’è da decidere quale scuola frequentare dopo la secondaria di primo e secondo grado. Gli insegnanti si prodigano in consigli e i genitori sono sempre più ansiosi e preoccupati. Le scuole aprono le porte così come i campus degli atenei per favorire la soddisfazione delle famiglie alla ricerca di informazioni. Sono molti i genitori che spingono i figli verso un istituto o l’altro cercando di leggere i segni dei tempi e prefigurare future occupazioni. Dall’altro lato ragazzi e ragazze sembrano sempre più incartati, incapaci di comprendere cosa viene chiesto loro. I preadolescenti sono decisamente troppo piccoli per sapere cosa vogliono a livello scolastico, sono ancora dentro la logica che studiano perché l’adulto lo chiede. L’interesse a quell’età è molto legato al gruppo dei pari, spesso la scelta della scuola è fortemente influenzata dal gruppo o dal singolo, dall’amico/amica. E’ normale ed è decisamente difficile aiutarli a non prendere granchi. I genitori devono far si che i ragazzi possano comunque esprimere una passione, si orientino verso qualcosa che piaccia loro, che li faccia sentire contenti di applicarsi. Non è semplice nemmeno questo perché capita che il bello di oggi si trasformi in brutto domani, visto l’andamento ondivago del periodo. Il genitore dovrebbe essere pronto a far sperimentare il proprio figlio, importante è non orientarlo verso qualcosa che piaccia tanto alla famiglia e  così così allo studente.

Con i più grandi la faccenda è più complessa perché subentra senza dubbio l’elemento lavorativo. Anche in questo caso però credo sia necessario inseguire un sogno, una passione, una vocazione. Gli studi devono costruire la vita, devono generare curiosità e desiderio di approfondimento, di conoscenza soprattutto per se stessi. A questo proposito la domanda a cui è effettivamente difficile rispondere oggi per un ragazzo o una ragazza è: quale è il tuo progetto? Cosa vedi nel tuo futuro? Come coltivi il tuo desiderio e cosa fai per realizzarlo?

Come adulti dovremmo lavorare su questo, sull’aiutarli a scoprire e inseguire un loro progetto. Forse questa domanda dovremmo porla ogni tanto anche a noi stessi, per impedire alla vita di scorrere rendendoci passivi.