QUANDO PARLI AD UN BAMBINO CHIEDITI: QUANTI ANNI HA?

Voglio scrivere una lettera aperta ad una mamma vista ed ascoltata durante un viaggio in treno.

Cara mamma,

ho avuto modo di osservarti mentre cercavi di convincere la tua bambina a fare una festina di compleanno come andava bene a te. LA bambina voleva invitare tutti i suoi amichetti in un locale che evidentemente ha conosciuto e, come lei stessa ti ha detto, ha frequentato perché ha fatto la festina la sua migliore amica. Ti ha detto che voleva mettere i Little pony e gli Unicorni, tanti dolcetti di colore rosa, poi la torta con Minnie e vestirsi da fatina.

Tu non l’hai ascoltata in un primo momento e continuavi a guardare il tuo smartphone poi di fronte all’insistenza della tua bambina, le hai scomposto ogni suo minimo desiderio dicendo che il locale non va bene, hai argomentato sugli unicorni, hai dissentito sulla torta con Minnie e sul fatto che non si invitano tutti i bambini, che tanto ai maschi non sarebbe interessato andare alla sua festa e anche delle femmine ci sono quelle che non meritano e quelle che magari avranno di meglio da fare; il colore rosa dei dolcetti è kitsch  e non si va vestita da fatina per il compleanno, è da sfigati.

La bambina ti ha guardato, l’hai zittita in un solo momento, lei ha guardato fuori dal finestrino e ti ha detto: “Che belle quelle piscine là fuori” le hai subito risposto che non si tratta di piscine ma di vasche interrate appartenenti a fabbriche dismesse.

La piccola ha ripreso a  parlarti dopo un po’  dicendo che M la prende in giro e anche A le tira sempre i capelli a scuola, tu le hai risposto che le bambine scherzano e che se si lasciasse fare la treccia i capelli sarebbero a posto, è colpa sua se istiga le compagne ad agire così.

Non parla più , sembra triste, poi ti chiede se il treno che prende A per andare in vacanza è bello come questo su cui stiamo viaggiando, tu le rispondi che A non prende questo treno, lei viaggia con un Intercity notte che fa meno fermate ed è però più lento per consentire ai viaggiatori di riposare e continui a spiegare un sacco di cose sugli intercity e sulle Frecce.

La piccola torna sul tema compleanno e dice che A al suo compleanno era vestita da fatina e anche lei lo vuole fare, tu le rispondi che non esiste, e continui ad elencare tutte le cose contrarie che potrebbero sorgere tipo il giudizio della mamma di F. e la presa in giro di altri e via di questo passo.

Sento di non reggere oltre, allora per spezzare questo assurdo loop chiedo direttamente alla bambina come si chiama, lei me lo dice. Le chiedo anche quando ci sarà la sua festa di compleanno e non fa in tempo a rispondere che tu intervieni dicendo che sarà il prossimo giugno.

Chiedo ancora alla bambina quanti anni compirà e lei mi mostra con le manine tre dita, tu intervieni dicendo che adesso hai tre anni ma ne compirai quattro.

Che altro ti devo dire? Compirà quattro anno fra otto mesi, ci rendiamo conto? E tu continui ad argomentare sui particolari di quella festa lontanissima nel tempo e continui a parlarle con termini che faccio fatica a comprendere io.

Riesci a capire che hai davanti a te una piccola bambina? Che quando ti ha chiesto delle piscine potevi semplicemente dire: eh si, sono proprio belle!! E lei avrebbe sorriso e continuato con i suoi sogni?

Non leggerai questa lettera aperta, ne sono sicura, non ho idea di dove tu sia anche se ho idea di dove stavi andando perché le tue conversazioni telefoniche a volume sostenuto ovviamente mi hanno reso partecipe di alcune cose.

Mi piacerebbe tanto poterti dire di abbassarti un attimo, guardare negli occhi la tua piccina e pensare che ha bisogno di attenzione vera e di molte, molte meno parole.

Parlare ad un bambino di tre anni e mezzo non è parlare al tuo compagno astrofisico. Ricordalo!

Ti consiglierei anche di leggere qualcosa sui bambini, magari semplicemente “L’essenziale per crescere” che dici?