QUANTI BAMBINI SOVRAPPESO!

Alla fine dell’anno arrivano tutte le statistiche e si fanno i conti con il passato e le previsioni per il futuro. C’è sempre la speranza che qualcosa che andava male si aggiusti, che tanti sforzi fatti da chi cerca di aiutare a crescere ed educare bene possano trovare frutti. Tra le tante informazioni e le tante classifiche una mi ha colpito, una volta ancora, in maniera negativa.
Il peso dei bambini piccoli. Sono in aumento sconsiderato e non solo negli Stati Uniti dove notoriamente l’obesità è una vera e propria piaga sociale. Anche l’Italia è messa male, non sto a sciorinare numeri perché lasciano il tempo che trovano ma mi fermo a considerare il lato educativo, che è quello che mi tocca personalmente. Da molti anni nelle scuole si cerca di fare sensibilizzazione alimentare, i bambini stessi sono coinvolti in progetti mirati come la merenda sana o cose simili. Le mense scolastiche cercano di aderire a progetti di alimentazione consapevole e non c’è Scuola Genitori che non sottolinei la fondamentale importanza dell’educazione alimentare ma, nonostante questo, non si migliora, anzi.
Siamo ancora vittime di quegli stereotipi anni Sessanta dove il bambino cicciotto sembra un angioletto ed è sano? In salute? Oggi tutti sappiamo che il sovrappeso genera malattie serie, da squilibri di tipo coronarico a diabete in età precocissima. Sono malattie che sappiamo essere generate da cattivo regime alimentare eppure non ci facciamo troppo caso.
Parlando di genitori di bambini piccoli, abbiamo due comportamenti prevalenti: l’eccesso di attenzione dove troviamo bambini che non assaggiano nulla e mangiano le stesse cose all’infinito (le insegnanti di scuola dell’infanzia raccontano disperate il circo che avviene all’ora di pranzo. Bambini intolleranti a qualsiasi cosa, che non vogliono mangiare cose solide, o colorate, o che so io…) e l’altra parte dove il cibo viene dato a richiesta senza fare un minimo di distinzione tra bene e male.
Il cibo, si sa, è legato al concetto di accudimento e nutrimento, educare un bambino al corretto mangiare è aiutarlo anche a stare dentro una serie di regole di vita. Si mangia a quell’ora, quello che i genitori ritengono adeguato, si sperimentano le cose nuove per incontrare la novità in senso generale, si impara a mangiare tutti assieme attorno ad un tavolo.
Oggi sembrano cose di una difficoltà estrema.
Capita che alcuni genitori – e ne conosco parecchi – accolgano ogni richiesta del bambino senza mettere un filtro, senza creare quella cornice che diventa automaticamente protettiva per la loro salute e il loro futuro. Un bambino che ha già mangiato non va sovranutrito solo perché lo richiede. Fa i capricci, strepita ma sta al genitore dire no. Senza se e senza ma.
Purtroppo, il cedimento del genitore in questo campo come in altri, favorisce quegli atteggiamenti da bambino tiranno che tanto sono di moda ancora oggi. Il bambino si butta a terra, pesta i piedi e la mamma per non sentire tutto quel baccano lo accontenta.
E’ spesso questo l’atteggiamento non consapevole che crea tanto sovrappeso, unito certamente alla poca mobilità e all’utilizzo in età molto precoce dei videoschermi.
Si sa, e non è da oggi, che educare è saper tenere il timone, saper reggere la sfida. Se si inizia da piccoli poi si vive di rendita. Nel caso del sovrappeso se si inizia da piccoli a dare paletti precisi e a farli tenere si salva la vita. Forse vale la pensa rifletterci bene.