RAZZA, CHE PAROLA INOPPORTUNA!

La razza non esiste, o meglio non per gli umani. Esiste la razza umana così come quella canina, equina, bovina. La genetica ci dice che il sangue di un uomo, di una donna non ha colore, non importa se sei bianco, giallo o marrone. Dunque, e lo sappiamo bene tutti, la razza è una modalità di distinzione utilizzata a scopi politici e basta. Il Dizionario Treccani, autorevole fonte per la nostra lingua, ci dice che: “razza è raggruppamento di individui che presentano un insieme di caratteri fisici ereditari comuni”, aggiunge anche che “la moderna genetica di popolazioni si focalizza su modelli di distribuzione di geni specifici anziché su categorie razziali create artificialmente” [1] Stiamo dunque utilizzando in maniera impropria un termine coniato esclusivamente per motivi strategici e politici, legati al potere e al predominio. Darwin stesso dovette difendere il concetto di specie, asseriva infatti che tutti gli umani appartengono ad un’unica specie. Fa comodo, è indubbio, pensare che ci possano essere razze più evolute di altre. Se andiamo a ragionarci un poco sopra, tutti noi conveniamo che concepire una distinzione razziale no ha senso. Eppure utilizziamo il termine razza per indicare una persona che proviene da un altro continente, cultura, etnia.

Il quotidiano Repubblica un po’ di tempo fa ha lanciato una sfida: togliere la parola razza da tutti i documenti amministrativi, le pratiche burocratiche. Ne è emerso un gran polverone, chi si è schierato contro e chi a favore, di fatto pochi finora hanno accolto il dibattito come elemento significativo per un affrontare un tema che rischia di porre tanta distanza tra le persone.

Da parte mia trovo che anche nella parlata comune questa parola andrebbe utilizzata con il giusto discernimento. Si dovrebbe partire da un buon allenamento su di sé e sull’educazione che ognuno di noi pratica quando si trova al cospetto di un minore.

La letteratura per l’infanzia, ad esempio, potrebbe modificare alcune cose, sono davvero molti i libri per bambini e bambine che, con l’intento di favorire la conoscenza del diverso da noi, utilizza il concetto di razza per mostrare gli elementi somatici che distinguono un’etnia da un’altra. Credo ci sia molta strada da percorrere, la scuola potrebbe raccogliere la sfida di Repubblica e iniziare proprio dalle parole. La parola ha la possibilità di edificare o distruggere, esaltare o annullare. La forza della parola è generativa, applicare la consapevolezza potrebbe essere un buon inizio.


[1] Treccani, Dizionario di medicina, lemma RAZZA, 2020