SI FA PRESTO A DIRE FAKE NEWS: INCONTRIAMO UN ESPERTO*

David Puente, laureato in Scienze e Tecnologie Multimediali, facoltà di Scienze della Formazione è un giornalista specializzato in fact-checking, si occupa di smascherare le notizie false che circolano principalmente in rete, le famigerate fake news. Esperto di comunicazione, Puente ha lavorato per la Casaleggio Associati, seguendo la comunicazione online dell’allora Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, e attualmente collabora con Open, il sito di informazione fondato da Enrico Mentana ed è titolare del blog “Il cacciatore di bufale” www.davidpuente.it.

E’ da poco uscito il suo libro “Il grande inganno di Internet. False notizie e veri complotti. Come difendersi?” edito da Solferino con prefazione di Enrico Mentana.

Si tratta di un testo molto interessante che aiuta il lettore a capire i meccanismi che stanno sotto la falsa notizia, i complotti di varia natura e soprattutto aiutano a prendere le distanze dalla notizia facile. Una guida molto importante per noi tutti perché, chi più o chi meno, siamo tutti un po’ pesciolini all’amo.

Ringrazio David che ha accettato di rispondere ad alcune mie domande

Il termine fake news è ormai sulla bocca di tutti, ci aiuti a capire di cosa si tratta?

 Tradotto letteralmente “notizie false” è un tutto e niente. Non possiamo fare come Donald Trump che di fronte ad ogni critica risponde “fake news” senza spiegare il perché. Quando andate dal dottore perché state male vi aspettate che vi dica che cosa avete, come vi siete fatti male, come guarire e come evitarlo in futuro. Ecco, bisogna capire se questo malessere dell’informazione chiamato genericamente “fake news” sia una bufala, un atto di disinformazione, un atto di misinformazione o satira. Riconoscere ogni singolo caso ci aiuta a difenderci da eventuali inganni.

La rete è una gran conquista ed una risorsa ma può nascondere insidie. Quali possono essere queste insidie?

 La troppa fiducia nel mezzo, un po’ come avveniva in passato con la televisione. A differenza dei mezzi di informazione tradizionali, per nulla immuni alle bufale e alla disinformazione, chiunque può scrivere qualsiasi cosa su Internet creandosi una propria credibilità. A volta basta creare un sito chiamato News24Roma per far credere che sia una testata giornalistica. Così come nell’informazione esiste anche la truffa nel mondo del commercio, con siti di vendita fasulli dove ti promettono prodotti di marca a prezzi scontati. Internet è un mondo meraviglioso, uno strumento che ci porta avanti nel futuro, ma come ogni scoperta dell’uomo può essere usata per il bene o per il male. Dobbiamo imparare a distinguere le due cose e imparare a riconoscerle per non farci del male.

 

Spesso i bambini sono il soggetto di fake news, fa presa sul mondo educativo e genitoriale. Ci puoi dire qualcosa a riguardo?

 

Quando vado nelle scuole chiedo agli studenti di fare un esercizio dove chiedo a tutti di alzare la mano se almeno una volta nella vita hanno creduto a una bufala. Generalmente alzano la mano due bambini, altri tengono il capo chino pieni di vergogna e qualcuno ride. Spiego il coraggio di ammettere l’errore, spiego perché non bisogna nasconderlo e riconoscere di essere cresciuti, mentre a chi ride ricordo che a nessuno piace essere preso in giro e quando capiterà a loro vorranno essere aiutati e non attaccati, citando anche il problema del bullismo. Poi ripeto la domanda e ad alzare la mano non sono più due o tre, ma qualche decina.

 

I bambini sono portati a credere molte cose e non hanno la possibilità di verificare l’autenticità delle fonti, ai genitori che consiglio daresti per aiutarli a proteggere i loro figli?

 

Dobbiamo smettere di porre su un piedistallo i nostri figli sostenendo che sono “smart” o “nativi digitali” e dunque capaci di difendersi dalle bufale e dalla disinformazione. Conoscere come funziona uno strumento non significa che ci si può difendere dagli altri con la stessa capacità. La scuola deve fare la sua parte, ma anche i genitori devono imparare a riconoscere certi meccanismi per proteggere i loro figli e aiutarli a crescere in un mondo dove le insidie non sono affatto debellate. Ci vuole un po’ di sana paranoia, in un certo senso.

Come spiegheresti ad un bambino il tuo lavoro? Che cosa è un debunker?

 Sono un bambino curioso che non vuole essere preso in giro e che vuole aiutare tutti come fanno i poliziotti catturando i ladri per difendere la giustizia. Mi aiuti?

Chi dovrebbe leggere il tuo libro e perché?

Chiunque. Non è un libro accademico o per intellettuali, è un racconto di esperienze vissute di persone vere, reali, che fanno del bene o del male. Nessuno vuole sentirsi preso in giro, questo libro serve per capire come fare e come in realtà non dobbiamo abbassare le difese sottovalutando il problema.

* tratto dal Conflitti numero 3/2019