TORNIAMO SU TIK TOK

Non se ne può più? E invece è necessario ritornarci su.

Vi sarete accorti che sulle reti televisive RAI passa una pubblicità progresso che invita i genitori a proteggere i propri figli dall’utilizzo di tik tok prima del tempo.

L’invito è molto esplicito, non consentire che i bambini imbroglino sulla propria età. Mi pare doverosa come sollecitazione e spero che venga ascoltata. Il Garante per l’infanzia ha fatto giustamente il diavolo a quattro per ottenere che la piattaforma più famosa al mondo faccia alcune verifiche specifiche su questo tema.

E’ triste che si debba essere arrivati alla morte di due bambini (e parliamo solo dell’Italia) per prendere in mano il tema in maniera più decisa.

Sembra che il mondo adulto sia solo blandamente attento a questi aspetti.

 Lavorando con molti genitori noto la prevalenza a cedere all’insistenza dei figli piuttosto che attivare la protezione e l’accettazione inevitabile del conflitto con loro.

I bambini non ce la possono fare da soli, ovvio che tocca agli adulti intervenire e stare bene sul pezzo ma…

Io non ho tik tok sul mio smartphone ma più volte mi è capitato di entrarci con il device di qualche amica, quello che ci ho trovato è a dir poco sconvolgente. Non mi riferisco ai balletti dei bambini, alle barzellette, alle scenette talvolta davvero innocenti girate in camera o nel corridoio di casa. Quello che mi ha davvero sconvolto è la quantità impossibile di sketch adulti, donne che filmano se stesse mentre si fanno la piega, mentre cucinano, mentre fanno una gaffe o recitano una parte preparata. Donne di mezza età che sculettano assieme alle nipotine, maestre che fanno un balletto con i bambini ma anche professionisti che utilizzano i fatidici 15 secondi per fare comunicazioni. Sono tutte cose già dette al punto che ci scocciamo se qualcuno le ricorda, però..

Come possiamo pensare che i bambini possano stare lontani da certe cose se nelle loro case gli adulti scambiano lo svago con la cretineria più assurda?

Come sempre non bisogna mai fare di ogni erba un fascio, ma il mucchio è davvero esteso.

Tik tok è nato come canale musicale su cui diffondere balletti e pezzetti cantati o suonati; era dedicato agli adolescenti e chi l’ha creato ha anche attivato un sistema per carpire dati e far diventare i fruitori della app potenziali (se non certi) consumatori. La trappola è ben nota, se il mondo adulto pensa che sia piacevole questo stato di cose, affar suo ma i bambini devono essere protetti. I dati acquisiti servono certamente alle aziende per vendere prodotti (e tutto il mercato dedicato all’infanzia è vastissimo), purtroppo non passa solo quello. Purtroppo non c’è lo scambio solo di canzoncine, ci sono giochi strani, sfide pericolose e quando l’età non è adeguata quelle sfide vengono accettate e si fa tutto ciò che l’altro chiede.

Non è una banalità fare attenzione all’età, personalmente insisto con le famiglie anche per quanto riguarda i giochi, i libri, per non parlare di film e videogame. Lo sviluppo del cervello infantile ha degli step molto precisi, è fondamentale tenerne conto.

Mi accodo alla richiesta del Garante per l’Infanzia e a gran voce raccomando ai genitori di stare attenti, di monitorare molto strettamente ciò che i figli fanno sui loro cellulari, almeno fino ai 16/17 anni.

La tecnologia, lo abbiamo detto molte volte, è una risorsa ma va utilizzata rispettando tutte le regole.