TROPPA FAMIGLIA FA MALE

Laura PigozziTROPPA FAMIGLIA FA MALE Come la dipendenza materna crea adulti bambini (e pessimi cittadini)Rizzoli, Milano, 2020

“La felicità della polis ci fa capire che la famiglia non basta”.

E’ molto interessante questo concetto soprattutto se declinato con il periodo in cui siamo stati “bloccati” un po’ tutti dentro la famiglia, l’abbiamo vista sotto varie sfaccettature, protezione da un lato e galera dall’altro. Parte proprio da qui questo interessantissimo saggio della psicologa e psicoterapeuta Laura Pigozzi. Il tema della madre è ricorrente nelle sue ricerche e in questo testo viene affrontato il plusmaterno, ovvero quanto una determinata concezione dell’educare rende schiavi e può portare a vere e proprie patologie. Durante il lockdown bambini e bambine si sono trovati catapultati in un mondo ovattato, dove la vicinanza con i genitori è stata da un lato importante ma dall’altra decisamente ingombrante. Non solo per i figli, si intende. Si sono creati vari cortocircuiti che hanno fatto sentire sovente le persone chiuse dentro una gabbia.

Non tutte le famiglie sono consapevoli che l’eccesso nuoce e ci si è trovati (il libro questo affronta) a esasperare alcune vicinanze, ad essere, soprattutto come mamme, un po’ troppo sopra i bambini. Figli che si sono scoperti incapaci di affrontare nuovamente la quotidianità, una ovlta liberati dalle restrizioni.

Regressioni importanti da parte dei più piccoli e cordoni ombelicali nuovamente allacciati.

L’autrice ricorda che troppo è nocivo, sempre, ma non si ri riferisce solo al periodo attuale, la sua lettura spazia sulla ipèereprotezione familiare e materna su larga scala.

Si parla anche di scuola, dove viene ribadito trattarsi del primo spazio sociale per ogni bambino ed anche, sottolinea la Pigozzi, uno dei pochi ambienti sociali a vocazione umanizzante.

Pigozzi parte dal presupposto che il cittadino nasce in famiglia e la tutela va fatta non solo nei confronti del figlio ma anche del cittadino. Il lockdown ha causato una esasperazione del plusmaterno, bambini e ragazzi si sono ritrovati dentro lo spazio della madre, quasi assorbiti dalle sue “spire”.  Sono toni un po’ forti ma il ragionamento sta tutto in questo: quando c’è un eccesso di materno si fatica ad imparare il coraggio, la capacità di arrangiarsi da soli, la volontà di affrontare le sfide che la vita pone innanzi. Nella seconda parte del libro viene letto il plusmaterno come causa di psicosi, vengono raccontati alcuni casi ed esplorato, con un certo approfondimento, la figura di Hitler e la sua relazione con la madre e il padre-nonno.

Un libro interessante che ci può aiutare a leggere non solo ciò che è accaduto all’interno delle famiglie nel passato-presente ma anche metterci in guardia nel rivalutare il significato di paterno. Ancora una volta è una mano tesa al padre che purtroppo è un po’ latitante.

Coraggio papà, fatevi avanti per condividere e soprattutto infondere coraggio. Tocca a voi!