TUTTA COLPA DELLA CHEWING – GUM

Le insegnanti di scuola dell’Infanzia di una cittadina dove ho fatto formazione recentemente sorrideranno quando leggeranno questa mia riflessione. Il tema è serio ma lo spunto mi è stato dato dalle insegnanti che si sono divertite nel guardare la faccia che ho fatto quando mi hanno raccontato quanto riporto.

Stavamo discutendo su quanto oggi alcuni genitori facciano fatica a tener conto dell’importanza della giusta distanza . Non lo fanno apposta, ben inteso solo che ci sono varie mode anche in questo settore . Sembra che le influencer facciano tendenza e lancino modi di fare tra le giovani che le seguono. Ricordiamo tutti le esternazioni di Belen e le foto da lei postate sui Social, ampiamente riprese dalla stampa, dei suoi baci sulla bocca al suo bambino. La cosa è stata ripresa in più occasioni anche dalla mia rivista Conflitti. Ci siamo interrogati sul perché i genitori abbiano preso questo vizio, baciare i figli sulla bocca o in bocca è non rispettarli, creare un fritto misto tra le espressioni amorose verso un partner o verso un figlio. Anche nel modo di parlare non si capisce più a chi è rivolta la parola amore. Al marito, al compagno,al figlio, al cane?

C’è un appiattimento del linguaggio ma anche delle azioni.

Stavamo dunque dicendo che i bambini non vanno baciati sulla bocca così come non vanno allattati dopo un certo periodo nè vanno tenuti nel lettone.

Si parlava dell’importanza dell’aiutare il piccolino a gestire la propria frustrazione. Come più volte riporto Franco Fornari la chiamava frustrazione evolutiva, quella fatica che il bimbo si trova ad affrontare per acquisire capacità di superare piccole e grandi cose come la solitudine, il non riuscire ad infilare un paio di ciabattine, riordinare i propri giochi. Tutte piccole conquiste che creano presupposti dell’autonomia.

Parlando appunto dei baci sulla bocca e di questa moda poco condivisibile, un’insegnante ha raccontato di un’altra routine presente nella sua scuola. Un genitore quando va a prendere il figlio gli passa la chewing-gum . Ho guardato la maestra con un’espressione evidentemente troppo eloquente. Non ci volevo credere e non per mancata fiducia nelle parole dell’insegnante ma per l’assurdità del comportamento.

La prima immagine che mi è balzata agli occhi è stata quella delle madri di un tempo, almeno centocinquanta anni fa, quando premasticavano il cibo per svezzare i bambini. Sono racconti delle bisnonne, del tempo di carestia dove non avevano la possibilità di avere cibo adeguato.

La seconda immagine è stata quella di una rondine che imbecca il suo pulcino o del passerotto raccontato da Mario Lodi, il famoso Cipì.

Tutte immagini comparse nella mia testa ma non adeguate alla situazione raccontata. Ho voluto cercare una giustificazione plausibile per un comportamento che risulta a dir poco ambiguo.

Che cosa fa quella mamma o quel papà passando dalla sua bocca la gomma da masticare?

Passare una cosa da una bocca all’altra non è il migliore dei comportamenti. Cosa insegniamo ai bambini? E pensare che in alcuni asili non fanno più lavare i denti perché pensano che i bambini possono passarsi batteri e bacilli scambiandosi lo spazzolino.

Educativamente parlando è un comportamento che lascia perplessi, prima di tutto fa schifo. La saliva passa di tutto e anche se è tuo figlio non mi sembra la cosa più bella da fare. In seconda battuta ai bambini non si danno le cicche, anche questa concessione adulta non mi sembra delle più azzeccate.

La maestra ha sottolineato il fatto spiegando al genitore – ammesso e non concesso che non ci abbia mai pensato – che non è bene passarsi le cose di bocca in bocca contando che si chiede ai bimbi di non passarsi il bicchiere o la forchetta.

Sembra che il richiamo della maestra non abbia sortito molto effetto.

Quello che manca, a mio avviso, è la mancata considerazione della distanza generazionale. Una mamma e un papà hanno un compito nei confronti dei loro bambini, hanno il compito di aiutarli a crescere e non di trattarli alla pari. Se in adolescenza passarsi la chewing-gum tra migliori amici o fidanzatini ci sta come trasgressione o elemento di similarità, tra adulto e bambino non ci sta proprio. Così come il bacio sulle labbra o lo stare alzato fino a mezzanotte o guardare lo smartphone. Anche se come si può intuire il bacio sulla bocca o passarsi la chewing-gum ha riflessi di tipo morboso, sicuramente inconsci ma non per questo meno presenti.

La fragilità di cui più volte abbiamo trattato si coniuga anche con l’incapacità di chiedersi effettivamente se le cose che si fanno a livello spontaneo siano giuste o no, rispondano alle richieste e ai bisogni dei bambini.

Sembra che si faccia ciò che fa piacere all’adulto senza pensare se va bene per il piccolo. È una caratteristica dei genitori più giovani, quelli che fanno fatica a rinunciare alla sèrata con amici, alla pizza fino a ora tarda, alle feste a cui un bambino non dovrebbe partecipare. E poi la parola d’ordine è: non riesco a farmi ascoltare, non riesco a farglielo fare. Maestra faccia lei, veda lei se riesce.

Questa abdicazione alla funzione educativa adulta corrisponde ad atteggiamenti come quelli riportati sopra, con eccessi quali appunto il passaggio della chewing-gum da bocca a bocca.

Continuiamo ad invitare i genitori ad informarsi, a leggere magari ad abbonarsi a qualche rivista anche online se si fa fatica a leggere il cartaceo. UPPA è un ottimo strumento per aiutare mamme e papà a svolgere al meglio il loro compito. È tutto il lavoro che come CPP stiamo facendo da anni penso che possa essere un valido aiuto. Utilizzateci.