UN LIBRO PER PARLARE DEL TEMPO

Gianfranco Zavalloni, compianto pedagogista inventore della Pedagogia della lumaca, soleva dire che siamo dentro un tempo-freccia. Sosteneva che dovremmo avere un tempo più ondulato, un tempo rotondo per consentire a bambini e bambine di crescere assaporando l’oggi e ogni singola fase della loro vita.

Il tempo freccia di Zavalloni io lo uso molto spesso con i genitori ed anche con gli insegnanti, dico loro che i bambini sono molto più dentro un tempo rotondo che un tempo freccia, loro hanno bisogno di rotolare dentro il tempo, assaggiarlo ed averne a sufficienza per imparare e sbagliare e imparare dagli sbagli fatti. Senza tempo tutto ciò non accade e noi che li tiriamo continuamente per la maglietta non ci rendiamo conto che rubiamo loro qualcosa. Rubiamo un pezzettino di infanzia, rubiamo un momento che non torna più.

Ma si sa, come sempre sostengo, abbiamo bisogno di essere sufficientemente sostenibili, importante è che ci riflettiamo su quello che facciamo. L’educazione senza riflessione rischia di fare molti danni.

Ho appena terminato di leggere un libro che parla di tempo, anche questo tempo raccontato non è un tempo freccia, non è lineare bensì curvo. E’ un libro fatto da cinque racconti, i protagonisti sono signori di una certa età, possiamo anche dire piuttosto anziani. Ognuno di loro si misura con il tempo quasi senza nominarlo, ma lo fanno considerando cosa hanno costruito nella loro vita, come lo usano ora che sono vecchietti, che peso danno a determinate cose piuttosto che ad altre. L’autore di questo libro è il noto scrittore triestino Claudio Magris.

Il libro si intitola “Tempo curvo a Krems”, non c’è paragone possibile con la pedagogia di Zavalloni ma a me è sembrato molto attinente il confronto. Il “tempo curvo” di Magris consente di vivere il presente e nonostante l’inevitabile scorrere di ore, giorni ed anni, il presente è ciò che ognuno di noi può avere.

Trieste è presente come posto da dove partire e dove tornare, si ha la sensazione che il luogo sia eterno così come le emozioni che lo percorrono e lo vivono.

Ci sono amori che rimangono immoti, pur nel tentativo di recuperare emozioni del passato. Ci sono vite, tutte le vite che SONO anche se la morte le ha strappate. E’ questo forse il filo rosso che attraversa tutte queste storie, ciò che è stato esiste, anche se vi sono strade diverse. Un mio caro amico spesso mi ricorda che quando un’amicizia, un amore sono veri il tempo non conta.

E’ quell’adesso che Magris coltiva e propone, nella consapevolezza di essere sempre parte di una piccola storia incastonata nella Storia.

“Quando, dunque, adesso? Sempre, che a volte è solo un secondo, dice Bianconiglio ad Alice”. Dunque adesso potrebbe essere il tempo per leggere questo libro che non è un libro per genitori né per insegnanti, è un libro per chi ama la lettura.