YOUTUBE PER PICCOLISSIMI

Il mondo degli influencer è davvero enorme, sembra che non si sappia più scegliere da soli, serve un coach per qualsiasi cosa. Anche la pubblicità televisiva insiste sulla figura degli influencer, non farò nomi ma tutti abbiamo in mente la bionda che ci consiglia quale shampoo usare, che abiti vestire, cosa è fashion e cosa no.

Molte ragazze e giovani donne sentono il bisogno di riferirsi alle influencer per sentirsi a posto, per sapere di essere cool.

Non chiedono più consiglio alle amiche o alle madri, si affidano a questi personaggi strapagati dalle case di moda e  cosmesi.

E’ triste pensare che si faccia così fatica a fare scelte autonome e tranquille, dal vestito al trucco, dal linguaggio alle cose da fare. E’ un trend ascendente, un comportamento di massa che purtroppo non sta risparmiando i più piccoli. Ad iniziare sono stati i figli dei VIP, le agenzie hanno aperto profili ai rampolli di cantanti o attori, così faceva tendenza vestirsi con quell’abitino perché visto indossato sul profilo Instagram dalla figlia di quello  o dal figlio di quell’ altro.

Come tutte le cose il passaggio al mondo reale è stato breve. Con mondo reale intendo i nostri figli e figlie, figli di gente comune che senza pensarci imita il mondo di celluloide.

Un mercato in espansione, i produttori di giocattoli e vestiti per l’infanzia hanno colto immediatamente la palla al balzo e sponsorizzano piccoli bambini e bambine che consigliano ai coetanei di giocare con quella bambola o di vestire quel determinato brand.

Non ci credevo quando mi sono messa a fare una ricerca per la nostra rivista Conflitti.  Esistono e sono reali, sono bimbi di pochi anni, postano i loro video e vincono pure dei premi per il numero di visualizzazioni che ottengono.

Bambini definiti spigliati, empatici, simpatici, veri piccoli attori innati.

Mi ha fatto davvero impressione vedere tantissimo materiale e scoprire che i bambini e le bambine sono sempre meno interessati ai cartoni animati o ai film per dare la precedenza a Youtube.

I genitori non hanno idea di che cosa guardino, dicono che si divertono perché lì ci sono le musichette o ci sono bambini che raccontano storielle.

Così la pubblicità continua a mietere vittime e i nostri piccoli sono sempre più bloccati davanti ad un videoschermo. Sempre più statici, passivi, indotti a pensieri e scelte, poco spronati a muoversi e sperimentare, poco abituati all’utilizzo della manualità, fatta eccezione per i pollici.

Piccoli influencer crescono e sono persuasivi al massimo, generano una vera e propria affiliazione ad un brand o al loro canale.

Il pensiero ovviamente va rivolto ai bambini che li guardano ma anche a loro stessi. Che ne sarà fra qualche anno? Quando arriveranno ad avere dieci, dodici anni? Continueranno questa ossessiva presenza sui social? Si arriva a postare uno o due video ogni giorno (parlo di bambini di sei, otto anni). Come fanno ad essere concentrati a fare le cose giuste per la loro età? Tipo andare a scuola, fare sport, giocare e sporcarsi, far arrabbiare i genitori.

E’ stato rubato un tempo importantissimo che non tornerà più, sono dei piccoli lavoratori che probabilmente portano a casa molti più soldi dei loro genitori.

Le ricerche sulla tutela dell’utilizzo della rete da parte dei minori ci dicono che l’utilizzo di youtube è in netto aumento, inizia al di sotto dei cinque anni e per un tempo molto prolungato, anche tre ore al giorno.

Serve commentare? Rimpiango Heidi con le sue caprette sui monti!