Articolo del 24 aprile 2022

Mi sento una madre poco adatta

Nonostante tutti gli articoli usciti ultimamente su quotidiani e riviste legati al fatto che una donna non necessariamente deve diventare madre e non necessariamente deve desiderare figli, ci sono molte mamme che, desiderose di averli ed orgogliose di questo, si sentono poco adatte. La pressione attorno alle madri è ancora molto alta, ci sono standard (non si capisce bene dettati da chi) che creano un immaginario legato alla madre “perfetta”. Non è raro che madri giovani e meno giovani guardino le altre sostenendo che sono bravissime, perfette, in grado di gestire tutto, di affrontare ogni cosa. Davanti al loro bambino o bambina che fa le bizze, che non vuole ascoltare (ah, la solita pretesa adulta di farsi ascoltare dai figli!!!), che non sa essere autonomo, si sentono spiazzate e incapaci. Quando una madre si sente incapace va da sé che viene inficiato il rapporto con il figlio. L’insicurezza, la poca stima di sé, la titubanza, l’insicurezza sono tutti elementi che vengono percepiti dal bambino o dalla bambina, non aiutano a stare dentro le cornici e rendono più faticosa la relazione. Come deve essere una “brava madre”? Non ci sono ricette e non ci sono risposte esatte. Ognuno di noi è frutto di un’educazione ricevuta – con la quale fare i conti necessariamente ed esserne consapevoli – di una storia personale, di un determinato contesto, di una vita o meno di coppia. Tutti elementi importanti che contraddistinguono un modo di essere. Ognuno di noi ha un proprio temperamento e una sua personalità, ha una cultura di partenza che può essere implementata, ha una sua capacità empatica e ha un affiancamento (o meno) di un compagno o compagna. Tutti questi elementi ci compongono, fanno parte di noi e diventano caratteristici del nostro modo di essere. Per questo non esiste un cliché specifico. Nessuna madre è inadatta, semplicemente può essere una madre poco sicura perché, soprattutto con il primo figlio/a non è mai stata madre prima. Accettare i propri errori, cercare di informarsi, “studiare” le tappe evolutive e affidarsi a chi può aiutare a sbrogliare qualche nodo – che regolarmente compare in ogni storia e in ogni esperienza – è quella la “ricetta” da seguire. Io mi preoccupo molto quando un genitore si definisce “perfetto”, solitamente accade l’esatto contrario. Gli errori fanno parte della crescita e ogni genitore cresce assieme ai figli, sono esperienze in divenire. Chi rimane statico e crea un mondo sempre uguale a se stesso rischia di non creare quell’humus necessario a far crescere. Dunque mamme, non guardate le altre, cercate di essere sufficientemente competenti e, per dirla con Winnicott, sufficientemente buone, questo ci basta e basta ai nostri figli.