Articolo del 24 luglio 2022

COSA FARÒ DA GRANDE?

Leggendo l’autobiografia di Marie Langer mi ha colpito in particolare un aspetto legato alla sua professione.
La Langer è medico e questa scelta è derivata da un suo desiderio nato quando, piccolissima e innamorata del suo papà, aveva giurato di fare la crocerossina per seguirlo in guerra. Stiamo parlando del sogno di una bambina che, affranta per la mancanza del padre combattente al fronte, non trovava altra possibilità che immaginarsi infermiera. Allora – stiamo parlando della Prima Guerra Mondiale – le donne non combattevano. Uso questo esempio per dire quanto un’esperienza infantile possa creare delle situazione emotive che possono influire sulle scelte successive.
Oggi difficilmente si chiede a un bambino o ragazzo che cosa desidera fare da grande.
Si parte con la rassegnazione adulta e si impedisce quasi ai più giovani di coltivare sogni.
Vediamo cosa accade con l’orientamento per la scelta della scuola superiore.
Molto raramente si lavora per un orientamento motivazionale, per la coltivazione di un sogno.
Partendo dai genitori il ragionamento volge al lavoro, all’occupazione, all’istituto che fa studiare meno o che soddisfa l’aspettativa genitoriale.
Non si lavora più sul sogno, sul desiderio, sull’immaginazione.
E’ ormai raro il caso di un ragazzo/a che sappia esprimere emotivamente il desiderio di diventare “qualcosa” o qualcuno. E’ un lavoro che spetta all’adulto fin dall’infanzia dei figli e allievi.
Coltiva il tuo sogno potrebbe essere una cifra fondamentale per crescere.
Reimparare a coltivare il sogno il compito degli adulti.